12 Risposte to “Altamente connessi e qualitativamente comunicativi”

  1. maestra nella rete said

    Grazie Giada per questo sunto – vademecum di comportamenti e atteggimenti da tenere in rete, in parte frutto della tua esperienza, in parte frutto dello studio di autori che hai incontrato nel tuo percorso.
    Due commenti sulle parole di Stephen Downes (ma nei commenti non si può usare il corsivo?).

    “La cosa più importante è essere connessi: spesso non abbiamo tempo per curare i nostri contatti, ma è importante imparare a farlo per non farci tiranneggiare dal tempo e per rifondare le nostre priorità”: è verissimo, ma quanta fatica conciliare scuola, famiglia, lavoro,studio, interessi… A volte ho limpressione di essere tiranneggiata dalla rete e ogni tanto un po’ di sana disconnessione mi ci vuole.

    “RTFM (Read the Fine Manual): leggi i manuali, cioè fare lo sforzo di imparare da sé prima di cercare istruzioni da altri”:
    su questo non sono completamente d’accordo, almeno non è così che faccio. Ho profondo rispetto e ammirazione per la competenza altrui e, in ogni settore, senza essere invadente, cerco di “sfruttarla”, mettendo altresì in gioco le mie competenze. Di contro mi piace anche arrivare da sola alle soluzioni, ma più per prove ed errori che leggendo i manuali; in questo però davanti alla tecnologia sono un po’ frenata perchè ho paura di commettere errori a cui non saprei porre rimedio e allora ricorro volentieri a una mail, una telefonata, un consiglio chiesto al volo.
    Grazie ancora e buon anno.

    Ps: che fatica ignorare i provocatori, ma mi sembra la strategia migliore.

  2. giadinskj said

    Ciao Maestra! ti riporto le parole di stephen downes riguardo ai punti da te citati perchè forse la mia sintesi non spiega a pieno il suo pensiero:
    “La cosa più importante è essere connessi. Le persone dicono di non aver tempo per la posta elettronica, di non aver tempo per i blog. Talvolta dicono persino di lavorare senza una connessione internet. È bene prendersi una pausa e andare in campeggio, al club o a fare qualsiasi altra cosa. Ma l’idea di sacrificare le connessioni perché avete troppo da lavorare è un errore. In quasi tutti i settori, il collegamento online con gli altri “è” il lavoro. Tutte le attività – gli articoli che scrivi, i memo che leggi e archivi – hanno a che fare con le vostre connessioni con le altre persone. Anche se fai un lavoro manuale, fabbrichi armadi o ricostruisci motori, tutti i tuoi contatti con clienti e fornitori rappresentano le connessioni con le persone. Se non disponi di tempo sufficiente per leggere la posta elettronica, scrivere post sul blog o contribuire ad una lista di discussione, chiediti quali sono le altre attività che assorbono così tanto del tuo tempo. Spesso queste sono le attività che costituiscono l’impiego meno efficiente del tuo tempo. Se passi troppo tempo in riunioni, viaggiando o facendo il pendolare per lavoro, se trascorri il tempo leggendo riviste, telefonando alle gente (o peggio in attesa o giocando con il telefonino ), allora, forse, stai sprecando tempo che potrebbe essere speso connettendosi con persone online. Se invece fai del collegamento una priorità, forse troverai anche il tempo per fare quella camminata nella foresta o quella vacanza a Cadice, senza avere la sensazione di sprecare tempo di lavoro”

    “RTFM (Read The Fine Manual) sta per “leggi i manuali” (o qualche variante della stessa) ed è una delle principali norme di comportamento su Internet. Ciò che significa, fondamentalmente, è che la gente dovrebbe fare lo sforzo di imparare da sè prima di cercare istruzioni da altri. Quasi tutto ciò che una persona potrebbe aver bisogno di sapere è stato memorizzato da qualche parte online (da persone che condividono le loro conoscenze liberamente). Prendersi del tempo e sforzarsi di cercare in questo lavoro fatto da altri non è solo una forma di rispetto ma dimostra anche un certo grado di competenza e fiducia in sé. Ad esempio, se non riesci ad installare un software, invece di chiamare subito il servizio clienti o inviare una nota su una bacheca, copia il messaggio di errore nel campo di ricerca di Google e cerca delle risposte. Quasi tutti gli errori di software sono stati riscontrati (e documentati) da qualcuno prima di te. Da ultimo, quando chiedi aiuto, descrivi ciò che hai letto e cercato di fare e perché non ha funzionato. Ciò evita che le persone diano consigli inutili e le aiuti a concentrarsi capire su qualcosa di unico in riferimento al tuo problema”

    Detto questo devo dire che per quanto riguarda il primo punto sono d’accordo con te. Nella vita ci sono delle priorità, come quelle che hai citato, che si conciliano male con la connessione, o magari, come nel mio caso è solo difficoltà di organizzazione, visto che prima di un esame mi eclisso totalmente da quasi tutte le relazioni! Rivendico il sacrosanto diritto di essere irraggiungibile, quando ci vuole!

    Per quanto riguarda il leggere i manuali invece mi viene in mente una cosa che succede sistematicamente a casa dei miei genitori: non trovano mai niente (chiavi, occhiali, medicine, vestiti) e di conseguenza nascono un sacco di discussioni che potrebbero essere facilmente evitate se solo guardassero meglio. Si perchè quando torno a casa, non più di una volta al mese, ogni volta nel giro di due minuti trovo quello che hanno perso. Non perchè conosca quei buchi neri segreti dove sembrano finire tutte le cose ma perchè loro non prestano attenzione e si lasciano prendere dall’ansia di non avere subito quello di cui hanno bisogno (in effetti a volte lo faccio anche io, deve essere un vizio di famiglia!) Per quanto riguarda alcuni problemi di Internetsecondo me è un po’ la stessa cosa: a volte bisogna solo cercare meglio e avere un po’ di pazienza in più!

  3. maestra nella rete said

    Perfettamente d’accordo con te sul cercare di arrivare da soli alle soluzioni. Mi sembra che l’accenno a cercare in internet, nella massa di conoscenza liberamente condivisa, sia un giusto compromesso: è un po’ un chiedere aiuto senza importunare. Grazie dei suggerimenti.

  4. learner68 said

    Cara Giada, dopo l’interessante “dialogo” sulla letteratura femminile, ho salvato tra i preferiti il tuo blog e ti continuo a seguito, affascinata dalla tua capacità di scrivere.
    Le 7 abitudini, che Downes consiglia di adottare per essere altamente connessi, sono veramente interessanti e ne farò tesoro. Non sempre però e facile trovare le strategie per essere connessi!!
    Poi ci regali alcuni consigli o buone pratiche che utilizzi nelle tue “connessioni”:

    “•rendersi sempre bene conto di dove siamo: prima di prendere parte ad una discussione è sempre bene esplorare il blog del “padrone di casa”, così da utilizzare il tono più adatto (scherzoso, serio, ironico…) e le giuste argomentazioni (per non andare fuori tema o reintrodurre temi già affrontati).
    •rispetto: reciproco per autori e commentatori… ogni autore dovrà essere umile e avere cura di ogni osservazione che possa arricchire il suo intervento ed il suo punto di vista, senza dover necessariamente cambiare le proprie idee.
    •Non porsi come maestri di vita: è ben accetto ogni tipo di intervento che riguardi esperienze personali, riflessioni, punti di vista argomentazioni e precisazioni anche tecniche e specifiche, ma non l’ostentare una saggezza superiore.
    •essere diretti: se vogliamo essere informativi dobbiamo rimanere il più possibile aderenti ai fatti ed essere aggiornati; se si vuole offrire un’opinione dobbiamo dirlo chiaramente, perchè quel che non si ha il coraggio di dire si intuisce ed è sempre peggio della verità!
    •ignorare i provocatori, quelli che vengono chiamati “trolls”. Queste persone irritanti che lasciano solo commenti offensivi o volutamente superficiali, non hanno niente da aggiungere ad una conversazione civile. Devo ammettere che spesso la tentazione di rispondere per le rime è forte, troppo forte per resistere, anche perchè si ha l’impressione di essere in errore noi stessi a censurare questo tipo di commenti, come se non fossimo in grado di difendere noi stessi e il nostro punto di vista. Il rischio è che questi individui prendano il sopravvento sulla discussione, spostando su di loro il centro del discorso.”

    WOW!!
    Riesci a fare tutto questo?
    Io purtroppo non sempre.
    Devo ancora imparare molto!!

  5. iamarf said

    sì sono ottime le regole che Giada si pone

    come tante cose che in rete appaiono così vivide in realtà valgono esattamente anche nella vita offline

    prendiamo i trolls per esempio, gente che interloquisce inmodo offensivo e superficiale, che non conducono conversazioni civili

    quanti politici oggi, sia a livello locale che nazionale, si comportano come trolls?

  6. […] bene Barabara (IUL) a riprendere le r… Fa bene Barabara (IUL) a riprendere le regole che Giada (Teorie Comunicazione) si […]

  7. iamarf said

    Ah la fretta 😉

    prendiamo i trolls per esempio, individui che interloquiscono in modo offensivo e superficiale, che non conducono conversazioni civili

    Ah la fretta, altra regola: rileggere prima di inviare 😉

  8. giadinskj said

    Il punto essenziale per quanto riguarda i trolls penso proprio che sia l’impossibilità di conversazioni civili fatte con un minimo di discernimento. A volte la provocazione può anche essere utile, quando serve a scuoterci dal nostro torpore e ci costringe a prendere una posizione o a vedere le cose come stanno. Penso all’effetto decisamente affascinante che questa ha avuto (e ha tuttora) nell’arte. Ma purtoppo non sempre nella rete si aggirano novelli Duchamp!

    @learner68: l’importante non è essere perfetti ma migliorarsi piano piano 😉

  9. learner68 said

    @learner68: l’importante non è essere perfetti ma migliorarsi piano piano

    Questa perla di saggezza mi rassicura 😉

  10. giadinskj said

    mi è venuta in mente un’altra regola oltre a quella di Andreas di rileggere prima di inviare: utilizzare i link. Sono un ottimo strumento per permettere a chi legge di farsi una propria idea circa l’argomento trattato, per dare un giusto riconoscimento (e visibilità) alla fonte da cui traiamo ispirazione, e anche per non essere troppo ripetitivi e concentrarsi su quelle che sono le nostre idee originali.

  11. maestra nella rete said

    è vero usare i link è molto utile. Invece quello che dice Andreas cerco di non farlo troppo, perchè altrimenti, per come sono fatta, rischierei di cambiare, di sistemare, di limare, di dire con parole migliori, perdendo di spontaneità (e magari l’errore ortografico scapperebbe comunque). Una cosa che mi sono imposta chattando e scrivendo in rete è stata di non perdere le ore sulla forma (e ti garantisco che lo farei). Ovviamente cerco di stare molto attenta mentre scrivo e poi… via! Non ditelo ai miei alunni; quante volte chiedo loro: hai riletto prima di consegnare?

  12. […] scorso, in un post ispirato ad un articolo di Stephen Downes, ho messo in relazione la rete di connessioni creata […]

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