A che pensi?

novembre 10, 2008

miro

“A che pensi?”

Mi chiedo perché questa domanda faccia tanto impazzire gli uomini. Spero che il motivo sia che le donne l’hanno un po’ troppo sfruttata, pronunciandola spesso a vanvera per riempire vuoti di conversazione (e magari nascondere vuoti di intelligenza!). Certo spesso nasconde un profondo bisogno di rassicurazioni e non è fatta con reale interesse, ma solo per sentirsi dire “penso a quanto ti amo“. Una risposta del genere, personalmente, mi scatena un’irrefrenabile voglia di investire con la macchina chi la pronuncia, anche se tante donne, invece, sono felici così.
Ma non credo che questa sia sempre una stupida domanda, se fatta nei giusti momenti.
Parlando con un uomo, in questi giorni, è venuto fuori che questa sarebbe una tipica domanda da donne e forse è vero per il semplice fatto che noi pensiamo in continuazione: la nostra mente mette in moto le riflessioni più svariate e profonde su qualunque cosa. Ma ci piace anche aprirci e rendere partecipe chi ci sta vicino di quello che è il nostro flusso di pensieri. Ci piace confrontarci e se proviamo un qualsiasi sentimento pensiamo che sia importante portare avanti questo scambio di emozioni, idee, passioni e punti di vista. Queste due condizioni (pensiero e scambio) sono quasi totalmente sconosciute agli uomini che si lamentano di questa domanda.
Ho sempre sentito il bisogno di dire quello che pensavo (desideravo, speravo, sentivo). Ho scritto lettere a chiunque e se sentivo che il mio pensiero non era richiesto (e molto spesso era così) tenevo per me le lettere. Ho incontrato invece molte persone che non mi hanno mai detto fino in fondo quello che provavano, che non si sono mai sforzate di trovare le parole giuste, forse perché pensavano che non le avrebbero trovate, o che io già capissi/sapessi, senza bisogno di altre spiegazioni.  Ma se in alcuni momenti mi avessero chiesto “a che pensi?“, mi avrebbero permesso di togliermi un sacco di soddisfazioni: di incazzarmi, di sfogarmi, di dire la verità. Se nascondo le cose, se dissimulo, è perché non mi si fanno le domande giuste… Ma anche perché non leggo negli altri un interesse sincero, senza secondi fini…

Forse l’errore che facciamo è quello di fare questa domanda sperando che ci venga a sua volta rivolta. Forse la facciamo alle persone sbagliate. Forse è vero che “se avessi voluto dirtelo, te l’avrei già detto”. Forse è vera pure la risposta, triste e sconsolata, “non penso a niente”, di fronte ad una situazione che esige una presa di posizione, per permettere a chi ci sta vicino di trarre le sue conclusioni, che possano così essere vere, chiare, esatte, e non misere illazioni o deduzioni.
Ascoltare i pensieri degli altri trovo che sia una delle cose più belle. E i pensieri sono un qualcosa di diverso dai fatti, dal racconto, perché sono più intimi e legati al cuore della persona. Non credo che avrebbe molto senso vivere non prendendo mai in considerazione i pensieri e i sentimenti degli altri.

Giada

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: