Mettendo in ordine la camera…

maggio 6, 2008

camera firenze

Finalmente ce l’ho fatta! Tutto il giorno per mettere apposto un centinaio tra vestiti e biancheria e un milione di carte, fogli, lettere, scontrini, fotocopie, cavolo di numeri di telefono di chissà chi scarabocchiati ovunque, cartoline raccolte malsanamente in ogni luogo… Gli armadi e i cassetti ora non esplodono e la stanza sembra in generale più leggera, oltre che più pulita con questo odore di candeggina profumata che è rimasto nell’aria…

E immersa in tutta questa roba ho trovato alcune cose che hanno rallentato il mio lavoro, cose di tanto e di poco tempo fa, in ordine sparso, che mi hanno fatto pensare e ricordare soprattutto.

Realtà giovanili autogestite

Come nasce questo posto (Emerson, Bar di lettere, Cecco rivolta…); da quali esigenze nasce; cos’è che mancava o manca nel territorio e che avete cercato di creare; c’è un modello a cui vi siete ispirati in Italia o all’estero?…”

Stesura della mia prima trasmissione (anche l’unica!). Preparavo le domande da fare ai 4 poveri disgraziati che, ignari di tutto, hanno fatto parte del mio esperimento. Il tema lo avevo scelto io, naturalmente… Poi un po’ di materiale sparso, sempre per la trasmissione:

“La storia del CPA FiSud comincia alla metà degli anni ’80…L’autogestione è un diritto…”

“Dalle 7 di questa mattina (11 ottobre 2005) è in corso lo sgombero dello stabile di vicolo del Panico, da oltre trent’anni sede del MAF…”

“Culture Underground e Movimento di Opposizione Sociale in Italia…”

“La questione abitativa a Firenze. Case in affitto: a che prezzo? Soggetti deboli e soggetti forti…”

“Opuscolo di sviluppo del manifesto contro la legalizzazione degli spazi occupati (Torino)….”

Finalmente salta fuori anche la scaletta della trasmissione:

“Benvenuti alla … puntata di MediaMagico, l’informazione che vogliamo, la trasmissione… In questa puntata cercheremo di fare un quadro delle realtà autogestite nel territorio fiorentino per capire quali sono le condizioni e le necessità che portano i giovani ad occupare, in quale modo si organizzano e quanto seguite le loro attività…”

Nel caos poi ho trovato una foto fatta in una metro di Berlino. Tutto fuori fuoco, meno una donna ferma accanto ai giornali esposti di un’edicola. L’avevo messa anche in una cornice, ma è ancora in giro perché non ho un posto dove appenderla. Me l’ero fatta regalare perché pensavo che la mia storia fosse finita e volevo un ricordo presente del grande sogno che aveva.

Messa via la foto sono riemerse anche le mie cose di Berlino: i ricordini e volantini vari, piantine di musei, un diario di viaggio, qualche cartolina esclusa dal mio armadio… Che cavolo di viaggio! Partito malissimo. Penso di aver pianto 3 giorni prima di partire a causa di una grande delusione che credevo avrebbe rovinato tutta la vacanza… e invece grazie alla Sarina tutto è andato non bene ma STRABENE!

“6-1-05 CheckPoint Charlie. Questo benedetto muro è stato un po’ il tormentone di questa vacanza, almeno per me e per Sara. Ci hanno detto che eravamo le tipiche turiste, ma questa storia secondo me valeva la pena di essere conosciuta un po’ meglio, almeno un po’ meglio dei dipinti del rinascimento italiano al Pergamon! A me l’idea di un muro che, innalzato in una notte, ha diviso una città fino all’ 89, ha colpito. Anzi è un’idea che faccio fatica a sopportare. Ho poi riflettuto su questo fatto perché mi rendo conto che giochiamo molto a scaricabarili con il passato e consideriamo le tragedie solo dietro alle nostre spalle. Quello che mi sconvolge è che nell’ 89, pochi mesi prima che cadesse il muro è stato ucciso l’ultimo ragazzo che cercava di scappare ad ovest. L’ 89 è vicino, ma come era scritto nel bagno del museo di Checkpoint Charlie, si sta costruendo un altro muro a Israele con il benestare degli Stati Uniti edil silenzio dell’Europa, e per di più siamo in mezzo a due guerre che non sono meno assurde…”

Poi sono passata ai vestiti, ricordi più recenti…

Ho finalmente raccolto la maglietta nera che avevo venerdì in discoteca e che mi sono accorta solo oggi, mettendola per caso in controluce, che è trasparente!

La maglietta di ieri, più discreta, credo, con un odore che mi fa sorridere. Ma forse lo sento solo nella mia testa, perché è il ricordo più vicino e ne sono contenta. E non è poco tornare a essere contenta e serena in questo momento. E forse ora l’ho capito che la vita va avanti, che non è fatta solo di bianco e nero, giusto e sbagliato, bastardi e vittime, verità e bugia. Ci sono delle sfumature che rimescolano tutto. E delle luci particolari che ti fanno vedere le cose da una prospettiva diversa… o non ti fanno vedere quando non c’è bisogno che tu veda! C’è un tuffo nel passato con tutti questi vestiti e con le scarpe con il tacco che forse rimarranno in quella scatola per altri 7 anni… qualche situazione ed emozione che forse in quella scatola c’era finita insieme alle scarpe o un paio di anni dopo! Senza per questo sentire troppo la mancanza della discoteca!

Dulcis in fundo ho riattaccato la foto-disegno del mio Valentino che è tornato a vincere senza che potessi esprimere al massimo la mia gioia un po’ per il sonno, un po’ per l’insensibilità di chi mi stava intorno…

Ecco perché c’ho messo tanto a mettere apposto! Bello avere tante piccole cose importanti che tornano alla mente quasi per caso. Chissà quante ce ne saranno tra tutto quello in cui non ho avuto la forza di rimettere le mani!

L’importante è che la camera ora è in ordine e sono contenta di aver fatto per una volta (bene) il mio dovere! Ora posso andare a letto tranquilla…

Giada

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