..:I miei film:..

febbraio 29, 2008

FAREWELL, Francesco Guccini.

… E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’anni portati così,

come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;

come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il

perché:

un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos’è.

Giorni lunghi tra ieri e domani, giorni strani,

giorni a chiedersi tutto cos’era, vedersi ogni sera;

ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,

ogni sera là, a passo di danza, salire le scale

e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,

quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,

era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,

tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,

religione del tirare tardi e aspettare mattino:

e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in

sentinella,

la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora, ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci,

di amori rapaci,

e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell’epoca nuova,

ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.

Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,

ci sembrava d’avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme

e pensare d’avere un domani, restare lontani;

tutti e due a immaginarsi: “con chi sarà?” In ogni cosa un pensiero

costante,

un ricordo lucente e durissimo come il diamante

e a ogni passo lasciare portarci via da un’emozione non piena, non

colta:

rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia la stessa illusione, sua conclusione,

e il peccato fu creder speciale una storia normale.

Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,

sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.

E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni

impresa;

siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.

“The Triangle tingles”… farewell, non pensarci e perdonami

se ti ho portato via un poco d’estate con qualcosa di fragile come le

storie passate.

Forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, perché

ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.

Mi ricorda tante cose questa canzone. Emozioni fortissime, intense, la sensazione che descrivesse appieno la mia vita nel momento in cui mi sono innamorata di te. E la certezza che la fine non sarebbe mai stata quella, perchè non bisogna mai rimpiangere niente. Mi ricordo quando cantavo questa canzone con Caterina o con Lele e mi ricordo quando l’ho cantata con te a volte per la strada a volte in macchina. Ricordo la prima volta che scrissi sulla tovaglia “e il peccato fu creder speciale una storia normale”, mentre te scrivevi “cercare l’Uno al di sopra del bene e del male”. Mi ricordo che hai pianto per quella frase. Oggi non sono più sicura che tu riveda noi nella prima parte della canzone. Forse è più adatta all’altra persona che hai voluto vicino a te e a questo punto anche il finale forse è giusto. Per noi non lo so se il finale varrà. Ho l’impressione che in me per tutti questi anni abbiano convissuto due film. Il primo è quello di una storia talmente speciale da non poter essere capita da nessun altro. Di un mondo nostro dove potevamo anche non parlare, dove nessuno si sentiva costretto a fare niente ed era amato proprio nella sua libertà e per questo nella sua totalità. L’altro è un deja-vu di quello che sta succedendo ora. Cioè l’incubo di non aver voluto vedere come stavano veramente le cose e che l’amore per la libertà fosse solo una scusa per pensare e fare i fatti tuoi. Mi sento dilaniata perchè io ti ho amato nel primo modo ma i fatti dimostrano il secondo film. Però in queste ore ho capito che non mi pento per il modo in cui ti ho amato, anche se ancora non so se ne è valsa la pena. Perchè io posso e voglio amare solo così e perchè solo così vale la pena di vivere una storia d’amore. E’ una scommessa in fondo. Io non sono speciale, non credo di essere una gran perdita, ma penso di saper amare ed è l’unica cosa che mi rende pienamente fiera di me.

Giada

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: