La numero due

febbraio 22, 2008

 book fotografico di gillespinault

Immagine: Libre comme l’ombre – book fotografico di gillespinault

Devo dire che nella mia vita le coincidenze non mancano, o forse non le faccio mancare io con la mia tendenza a riscrivere nella mente il romanzo o il film della mia vita. C’è comunque un numero, una posizione o uno stato mentale che ricorre spesso in dei momenti cruciali. Un numero che a volte mi fa sorridere, a volte mi svilisce, ma che in fondo mi caratterizza nel mio essere contemporaneamente un po’ comune e un po’ speciale. Il due.

Innanzi tutto sono una secondogenita, con tutti i pro e i contro del caso: ho cominciato prima ad uscire la sera, ho avuto subito il motorino, ho avuto più libertà; ma ho anche meno foto di quando ero piccola, meno ricordi di quando sono nata, meno cose solo mie, regali e giochi in comune, la difficoltà a potermi distinguere per non alimentare gelosie e rivalità.

Ho sempre avuto un’altezza media per cui in tutti gli 11 anni di danza classica sono stata in seconda fila. Mi sono presa le mie soddisfazioni durante i saggi, ma l’espressione di quelle nanette che si credevano tanto brave solo perchè basse mi dava un fastidio… 

Poi c’è la parentesi ragazzi. E qui le coincidenze e i numeri due si sprecano…

Il primo ragazzo per cui ho avuto una cotta quando avevo circa 10 anni era un mio amico con cui passavo veramente tanto tempo. Ci divertivamo, io lo picchiavo un po’ ma alla fine eravamo sempre insieme. Ero convinta che sarebbe stato il mio primo ragazzo, invece si è messo con una ragazza bruttina, con la voce da gallina e tanto antipatica. Io ero un’amica, la seconda persona con cui avrebbe voluto stare.

Verso i 13 anni c’è una storia molto simile. Un bel rapporto di diversi anni, fino al punto che tutti si chiedevano perchè non stessimo insieme. Io dicevo che era solo un amico, un’altra mia amica si convince che non può essere solo questo e ci va a parlare. Morale della favola si mettono insieme loro due. Sono andata veramente vicina ad essere l’uno. Ricordo un lungo viaggio in pullman ad ascoltare le scuse di questa ragazza mentre facevo finta che non mi importasse e di essere felice per loro.

La più bella però è quella di quando avevo 18 anni. Capodanno. Un giorno indimenticabile: diventavo maggiorenne ed entravamo nel 2000. Ero gasatissima. In più festa a Firenze a casa di un’amica di mia sorella. Quasi tutti più grandi di me, un sacco di gente e una casa bellissima con un terrazzino che dava appena dietro piazza della Signoria. Sono stata quasi tutta la sera a salutare le persone che passavano e ci facevano gli auguri. Arrivano due ragazzi, partiti da Milano solo con uno zaino che non sapevano dove andare e mi chiedono se possono salire. Così ho conosciuto Boccadoro. Era molto dolce, ma nel momento in cui ci stava per provare con me si va a sbaciucchiare con una mia amica. In quel preciso istante io mi chiedevo come mai qualcuno lassù ce l’avesse con me così tanto da farmi apparire una cosa per poi togliermela nel momento in cui cominciavo a volerla (colpa del mio genio maligno. Infatti ho scoperto che mentre tutte le persone hanno un angelo custode io ho un genio maligno che mi fa i dispetti invece di aiutarmi, ma questa è un’altra storia). Quando torna però ricomincia a guardarmi sorridendo e si avvicina mentre ero ancora sul terrazzo. Io non volevo sentirmi la seconda. Due ragazze in due ore circa, troppi numeri 2! E lui un po’ lo sapeva che aveva fatto una cazzata. L’aveva fatto così, tanto perchè c’era stata subito l’occasione. Io credo che fosse sincero, ma soprattutto pensai tra me e me: “se gli dico di no ci guadagno qualcosa? Lui o starà solo tutta la serata, e io pure, o a un certo punto tornerà da lei e io mi sarò persa un tipo carino con cui cominciare il 2000”. Così ho detto si e siamo stati tutta la sera insieme. L’unica volta che mi sono trovata così bene fin da subito con una persona che non conoscevo. La sola nota stonata era che sapevo che tutti gli altri in quella casa mi vedevano come la seconda.

L’ultima volta che sono stata la numero due con un ragazzo è stato verso i 20 anni. Ero un po’ timida e per uscire con un ragazzo che mi piaceva chiamavo sempre un’altra amica che lo conosceva un po’ meglio. Una sera andiamo tutti e tre con il suo camper ad una sagra e durante questa serata lui, coglione, si bacia con lei. All’inizio ho pensato “guardaquestostronzononlovogliovederemaipiùcolcazzochetornoconlorodueincamper”. Poi ho rifatto il mio caro ragionamento: “se li lascio soli ora in camper, loro, che si sono solo baciati, sicuro finiscono a letto insieme”, in fondo potevo ancora provare visto che un po’ gli piacevo. Così sono salita con loro sul camper e dopo meno di un mese stavamo insieme e convivevamo (anche questa è un’altra storia). Ma sono pur sempre stata la seconda, nonostante un altro lieto finale.

Poi ogni tanto sono la seconda migliore amica, la seconda a sapere le cose, la seconda storia importante. A volte anche i miei bisogni o i miei desideri vengono per secondi (a parità di condizioni ovviamente), dopo gli amici, spesso.  La spiegazione che mi do è che sono discreta e non mi piace impormi, per cui è difficile mettermi su un piedistallo. E forse non ci starei nemmeno bene. Ma in fondo sono contenta di essere così, un numero 2!!! E se sono più speciale che comune ho solo uno scalino da fare, o forse hanno solo uno scalino da fare gli altri per accorgersene.

 Giada

Annunci

7 Risposte to “La numero due”

  1. shock said

    bellissimo!

    il mio invece è il 22, me lo sono pure tatuato, assurdo!
    comunque thò, anche qui ci sono due 2…

  2. shock said

    beccati anche questa coincidenza,
    quanti ne abbiamo oggi…….?

  3. giadinskj said

    Ma il due non è il mio numero preferito, diciamo che ci convivo!

  4. shock said

    anch’io…

  5. i7auri2io said

    (nn so xke nn sia apparso ma lo riscrivo)
    guardando la foto tratta dal book di gillespinault ho notato una certa analogia con la copertina del primo album dei KoRn

  6. giadinskj said

    veramente? a me non sembrava così angosciante questa immagine, anzi l’ho messa proprio perchè mi sembrava allegra e dolce!! Mi dava un po’ l’idea di due anime che sono vicine senza che i corpi si tocchino. Il metal non è proprio il mio genere!! Ma i giochi di ombre hanno sempre un certo fascino!

  7. i7auri2io said

    ank io l ho trovata estremamente dolce! In verità l analogia con la copertina del disco dei KoRn era ke in entrambe l ombra rivela la vera natura delle cose. In gillespinault le gambe e i piedi sono di 2 adulti però il loro animo è fanciullesco da cui qel modo di baciarsi a fior di labbra. Nei KoRn la bambina si trova in un momento ke generalmente è di svago e tranquillità e solo l ombra svela qella parte non in mostra ke rivela l effettiva condizione di pericolo. Avevo pensato anke a STAR WAR LA MINACCIA FANTASMA dove l ombra anticipa il destino, solo ke lì nn vi sn parti “tagliate” e allora…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: