La caccia alle streghe II (aggiornamento)

febbraio 19, 2008

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Vista l’importanza dell’argomento, che continua comunque ad essere taciuto o non sufficientemente approfondito in tutte le sue drammatiche conseguenze, credo che sia giusto aggiungere qualche altra riflessione.

Partendo dal fatto che alle 12,40 di oggi, 19 febbraio, l’Ansa batte la seguente notizia: “Una cinese di 20 anni è ricoverata in prognosi riservata in seguito, sembra ad un aborto che potrebbe esserle stato procurato. Sul caso indaga la squadra mobile di Firenze, dopo l’intervento la notte scorsa delle volanti all’ospedale fiorentino di Careggi, dove la giovane si è presentata sembra in compagnia di una parente, dopo aver accusato alcuni malori. E’ stato un medico di Careggi ad allertare la polizia. La ventenne è stata sottoposta ad intevento chirurgico: le condizioni sarebbero gravi. Indagini sono in corso per capire come e dove sia avvenuta l’interruzione di gravidanza. Per i sanitari l’aborto sarebbe stato procurato da terzi. La cinese, secondo quanto emerso al momento, avrebbe riferito alla zia di essersi provocata da sola l’interruzione di gravidanza utilizzando arnesi da cucina. Un sopralluogo nell’abitazione a Firenze della giovane è stato effettuato dalla polizia”.

Nè giornali nè telegiornali nazionali parleranno di questa cosa. Perchè bisogna continuare a spalleggiare Ferrara e la sua maledettissima lista per la vita, e a dare voce solo alle sue farneticazioni. Certo non si può parlare di cosa sta succedendo a questa ragazza di venti anni, perchè ricorderebbe cosa erano costrette a subire TUTTE le donne prima della legge 194. Questa legge che ci vogliono togliere, che ha salvato la vita a migliaia di donne eliminando quasi totalmente la piaga dell’aborto illegale che dava i risultati che vediamo oggi sulla pelle di questa povera ragazza.

La violenza alle donne ha varie forme: quella che ti impedisce di interrompere una gravidanza in modo legale e senza rischi per la salute, quella che in Italia uccide una donna ogni 3 giorni, ma anche quella che viene perpretrata in maniera collettiva. Maria Cristina Ghelli, presidente del Teatro delle donne ha detto: “Questa violenza viene da lontano, viene dallo storico bisogno del potere maschile di controllare la capacità riproduttiva delle donne, potere unico, immenso e non condivisibile che alle donne è stato fatto pagare a caro prezzo, in vari periodi storici e in molti modi, da società che non hanno accettato e non accettano la “diversità” delle donne. E di inaccettabile violenza di Stato si tratta nel recente caso di irruzione della polizia subito dopo un intervento di interruzione di gravidanza in un ospedale pubblico. Episodio d’inciviltà nei confronti di una donna che nasce da un clima nazionale di contestazione dei diritti fondamentali della persona, quando questa persona è una donna. Nessun criminale (camorrista o mafioso) è mai stato interrogato mentre usciva da una sala operatoria. Questo fatto dà la misura di quanto una donna venga ritenuta pericolosa nella sua possibilità di autodeterminazione rispetto alla maternità“.

In questi giorni le donne hanno manifestato in tutta Italia per portare la loro solidarietà alla donna di Napoli, alla faccia degli uomini che dicono che le donne non sono solidali tra di loro. Se la Natura ha deciso che devono essere le donne a dare inizio alla vita un motivo ci sarà. Però è strano come la lista per la vita non si sia anche schierata contro le guerre, quella in Afghanistan o quella in Iraq. Nessuno, nè la chiaesa nè Giuliano Ferrara ha pensato allora a salvare la vita dei bambini, nati e vivi, che sono sempre le prime vittime delle guerre. In Iraq grazie alla guerra di Bush sostenuta in tutto e per tutto dall’Italia sono morti più di 600 mila bambini sotto i 5 anni. Forse fuori dall’utero materno non vale più il diritto alla vita.

Giada

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