La caccia alle streghe

febbraio 17, 2008

giù le mani dal corpo delle donne

Gli uomini vogliono ancora una volta decidere della vita delle donne, del loro corpo, dei loro pensieri. La nostra società è ancora profondamente maschilista. Non ci sono donne al potere, in compenso si considera che il loro posto naturale se non è proprio a casa a tirare su 15 figli, è perlomeno quello di sculettare come oche stupide su un qualunque canale televisivo. E questo è quello che gli uomini intendono per parità tra i sessi. Le violenze in Italia sono altissime. 6 milioni e 743 mila donne hanno subito violenze fisiche o sessuali da parte di uomini. “I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner”. Questi sono i dati forniti l’anno scorso dal report Istat commissionato dal Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità. Altri numeri tanto per dare un idea:

  • il 27% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza che nel 24% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche;
  • 2 milioni e 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori da partner o ex;
  • 7 milioni e 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica (isolamento o tentativo di isolamento, violenza economica, controllo, svalorizzazione, intimidazioni);
  • 1 milione e 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni (nella maggior parte dei casi gli autori sono conoscenti, parenti, amici di famiglia);
  • 674 mila donne hanno subito violenza ripetuta dal partner e avevano figli al momento della violenza;
  • dulcis in fundo, nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate, si supera il 90%. Credo che sia questo il dato più significativo, che dimostra quanto le donne siano sottomesse e in fondo quasi giustifichino i comportamenti violenti degli uomini, che però in generale si lavano facilmente la coscienza con gli cioccolatini per san Valentino e il fiorellino per la festa della donna.

Quello che sta succedendo ora è ancora più sconvolgente. La campagna elettorale si sta giocando sul nostro corpo e quando un ciccione tipo Ferrara ci passa sopra non è una cosa da poco. Al Federico II di Napoli si sono calpestati i diritti di una donna che stava probabilmente vivendo il momento più brutto e difficile della sua vita. E questo vuol dire che stanno calpestando i diritti di tutte le donne. Se nel momento in cui una donna è più fragile gli uomini possono accusarla, terrorizzarla, traumatizzarla, senza che nessuna legge e nessuna PERSONA possa difenderla vuol dire che stanno cercando di annientarci come esseri umani, con quei metodi fascisti che la destra conosce bene.

Una telefonata anonima ha fatto scattare il blitz, per presunto aborto illegale, come diceva De André “spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno, ma non quando sono in alta uniforme”. In realtà al feto era stata diagnosticata la sindrome di Klinefelter, una patologia causata da un’anomalia cromosomica, e la donna, incinta alla 20esima settimana aveva deciso per l’aborto terapeutico. In questa situazione di dolore, senza preoccuparsi di fare ulteriori accertamenti, ha fatto irruzione la polizia sequestrando il feto e torturando una donna che stava soffrendo. D’altra parte gli ordini sono ordini e credo che faccia parte dell’addestramento delle forze armate passare come carri armati sopra la vita di chi non può difendersi, senza la minima obiezione di coscienza. Ma tutto si spiega. Perchè chi ha fatto la telefonata allarmista è un ex carabiniere di 52 anni che lavora come portantino nel reparto di ostetricia e che forse ha avuto un momento di nostalgia per i tempi andati di blitz e irruzioni.

Tutto questo è stato alimentato da un clima di terrore nei confronti della legge 194 che è cominciato con il referendum per la legge sulla fecondazione assistita, è continuato con i vaneggiamenti del papa e di Giuliano Ferrara contro l’aborto, ed arriva fino ad oggi, quando platealmente viene vietato il diritto di una donna, la privacy e il segreto professionale tra medico e paziente  e, tanto per gradire, viene pure violata la legge.

Il 15 febbraio Norma Rangeri scriveva sul ManifestoNoi della vecchia generazione di femministe avevamo l’incubo dei feti sotto vetro esposti in pubblico dal movimento per la vita di Carlo Casini, un cattolico oltranzista che non si faceva scrupolo di violentare, con macabri rituali, le donne che affrontavano il dramma dell’aborto. Oggi, a trent’anni dalla conquista della 194, ci ritroviamo con un neonato movimento per la vita, concepito e partorito da Giuliano Ferrara. Nel 2008 l’aborto torna a essere definito un omicidio e assassine sono le donne costrette a ricorrervi. Fino al punto di essere inseguite nelle corsie d’ospedale da squadre di poliziotti a caccia di feti. Naturalmente, ieri come oggi, a indossare i panni dei difensori della vita sono uomini, mossi dal desiderio di ristabilire il potere della generazione, grande e perduto”.

Ferrara ha anche detto che farà il test per la Klinefelter, perchè secondo lui ne è affetto, ma soprattutto per dimostrare che si può vivere degnamente anche avendo questa sindrome. Io non credo che gli riuscirà fare questa dimostrazione. Perchè tra i feti esposti e la minaccia che ti possa nascere un figlio come Giuliano Ferrara non so cosa può fare più paura. E comunque resta una decisione che solo una donna può prendere, in coscienza, senza pressioni psicologiche, pensando a quello che può essere meglio per lei, per la sua vita e per il suo bambino. Perchè non si può separare la vita di un bambino da quella della madre. C’è poi da far notare come nella maggior parte dei casi le donne decidano di tenere bambini anche con problemi, mentre probabilmente a quel punto sono gli uomini a scappare il più lontano possibile. Perchè le donne sono molto più coraggiose e la decisione di abortire non è mai presa a cuor leggero.

Poi c’è l’obiezione di coscienza di medici e di personale ospedaliero. Diventa così difficile anche avere la pillola del giorno dopo, che potrebbe evitare situazioni più difficili e complicate, perchè dall’alto di non si sa quale potere qualcuno pensa che sia giusto decidere della tua vita. Solo il 20% dei medici in Italia pratica l’aborto e questo comporta liste d’attesa lunghissime per l’interruzione di gravidanza quasi al limite delle 13 settimane stabilite per legge. E anche questo complica lo stato psicologico e emotivo delle donne che hanno preso questa scelta. Per non parlare del fatto che per rendere ancora più deboli e fragili le donne in Italia non si può usare la pillola abortiva RU 486 che eviterebbe l’intervento chirurgico e molte delle conseguenze psichiche e fisiche che dipendono da questo. Ma qualcuno pensa che sia giusto che la donna che abortisce debba soffrire il più possibile.

Non è questione di pensare se l’aborto sia giusto oppure no, se nell’embrione ci sia o no la vita o a quello che faremmo noi in una situazione simile. Quello che ognuno di noi pensa non può precludere la libertà di chi si trova in una situazione diversa dalla nostra o la pensa diversamente. Non si può obbligare qualcuno a fare quello che faremmo noi. Abbiamo anche noi il diritto di scegliere, come tutte le donne d’Europa, della nostra vita. Bisogna smettere di pensare che la libertà individuale di una donna, di scegliere per la sua vita, sia egoismo femminile. In più gli aborti dagli anni 80 ad oggi sono diminuiti del 40%, quindi non siamo quelle scellerate assassine che pensa il Vaticano. E’ triste constatare quanto il dito sia sempre puntato sulle donne: assassine, ammaliatrici, provocatrici, opportuniste, streghe…Si, allora bruciateci sul rogo e fate vedere quanto amate la vita.

Giada

Ps: ultima citazione: “I numerosi ragazzi-padri, gli incoscienti di fronte alle loro eiaculazioni, gli uomini che non hanno nessun rapporto con i “loro” bambini si sono presi l’incomodo di fare leggi sui nostri corpi, sui nostri figli, sulla nostra maternità. E ci fanno pagare il prezzo di averla, non dico scelta, ma accettata. Se esistesse davvero l’uguaglianza dei diritti, all’obbligo per la donna di portare avanti una gravidanza non voluta dovrebbe corrispondere parallelamente l’obbligo per l’uomo al coito interrotto o al preservativo. Se l’uomo ha la libertà di non gestire i suoi spermatozoi, la donna dovrebbe avere la libertà di non preoccuparsi delle proprie ovulazioni, e invece siamo solo noi che dobbiamo continuamente difenderci dalla libertà del maschio: l’unico non punibile dalla legge“.

Il processo degli angeli“, Gigliola Pierobon sul procedimento giudiziario intentato contro di lei nel 1973, dopo un aborto clandestino a 17 anni, per “delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe”.

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