Un voto…

febbraio 9, 2008

rocco elezioni

Io mi guardo intorno e non ho parole. Invidio profondamente tutti quelli che riescono a guardare il telegiornale senza provare una irresistibile voglia di vomitare che passa solo con le prime note della sigla di un posto al sole”!!! Devo dire sinceramente che non ce l’ho fatta a stare dietro a tutto quello che è successo da quando è caduto il governo, in me a vinto a man bassa il sentimento “non voglio sapere più niente”. Comunque quello che ho capito, (che ci hanno voluto far credere oppure no, non so davvero cosa sia peggio) è che il nostro incerto governo, che era passato incolume tra uragani e orchi dell’estrema sinistra, è caduto perchè Mastella, come ha sintetizzato il Vernacoliere, “voleva anche un mugolone (n.d.r. pompino), ma Prodi ha preferito la crisi di governo”. Forse si aspettava che il governo eliminasse subito fisicamente tutti i giudici che stavano indagando su lui e la sua famiglia, che fossero spediti al confino, ai lavori forzati in Siberia, a Guantanamo o chissà dove. Per quale cazzo di motivo Mastella ha fatto cadere il governo? Per motivi suoi personali e perchè voleva passare a destra (e che stavolta se lo tenessero pure perchè che uno come lui stesse in una coalizione di sinistra era veramente una vergogna).

E ora che succede? C’hanno detto fino a ieri che una legge elettorale era assolutamente necessaria. Calderoli ha detto che è una porcata anche se non c’erano dubbi visto che l’ha scritta lui che probabilmente aveva imparato a leggere e scrivere per l’occasione. Sembrava che senza una nuova legge elettorale nessun governo potesse essere stabile. Oggi invece ci dicono di andare a votare. Dopo che si sono fatti ben bene i cazzi loro finora, con i loro giochetti di potere, tra veline, cocaina e mafia, hanno bisogno di noi. E ci dicono che è un nostro diritto ma anche un nostro dovere votare. Dovere? L’unico nostro dovere è quello di proporre un referendum in cui si chiede di mandare a casa tutti quelli che hanno governato dal 1945 ad oggi. Sennò non ha nessun senso andare a votare per vedere quanta merda riescono a buttare su quello in cui credevi.

Qualcuno nei giorni scorsi mi ha detto che voterà Berlusconi perchè è l’unico che può garantire un governo stabile e senza di questo la nostra economia rischia di crollare. Questo è l’impoverimento di tutto quello che credo sia necessario per vivere: le idee. Una buona economia è quella che fa morire i 7 operai della ThyssenKrupp e i 90 dall’inizio dell’anno ad oggi. E’ quella che mi obbliga a fare il quarto tirocinio della mia vita a 300 euro al mese e in più non cambia la mia qualifica di “segretaria”. E’ quella che toglie le tasse ai ricchi e il reato di falso in bilancio. Quella in cui le banche non ti fanno un prestito nemmeno a morire ma a Tanzi danno i miliardi per truffare gli italiani. Questo è quello che succede quando si pensa che sia più importante l’economia e l’immagine di potenza a livello internazionale della vita delle persone.

Questa è una canzone di Frankie Hi Nrg, Rap Lamento. Non so ma mi ricorda qualcosa!

Per fare una partita alla “Repubblica” occorre essere iscritti a una compagine politica: ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).

Una volta che si è in squadra – o in squadraccia – è importante aver le natiche al posto della faccia per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche “le elezioni”.

Caratteristica della “Repubblica” è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.

E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto, credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l’autore con un posto in Parlamento.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema. Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo, rinchiuse in 2 palazzi in cui s’attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi, istituzionalizzando gli intrallazzi.

Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze, in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci, i cani con i porci, in quell’unico bestiario che dovrebbe governarci.

La maggioranza vince, il resto fa l’opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione, va dall’arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.

‘Ste palle – dette “leggi”, per via del peso scarso – avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso, galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Nell’ ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano, ma schiacciano le regole e all’ arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico: bazzecole, il peggio ha da succedere.

Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere, abbonandosi al satellite e restando tutti a casa, usando il nome di “Repubblica” per tutta un’altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone, dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione.

Brutta razza ‘sti tizi che in terrazza dirigon con la mazza un gioco in cui s’ammazza chi non si sollazza!

Da un bel pezzo c’è st’andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo ‘ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

Giada

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