Piccolo, dolce Charlot…

dicembre 26, 2007

vita da cani

30 anni fa, il 25 dicembre del 1977 moriva un genio, un attore incredibile che ha creato uno dei personaggi più belli e puri del cinema, Charlie Chaplin. Charlot mi rimarrà sempre nel cuore per tanti motivi, magari con l’immagine di quel poster di “Vita da Cani” dove è seduto su uno scalino insieme al cucciolo bianco che è attaccato davanti al mio letto. Il suo sorriso triste, gli occhi dolci e malinconici, la sua irresistibile ingenuità, l’essere fondamentalmente un eterno bambino che non smetterà mai di ispirare tenerezza. E questo personaggio, così perfetto nelle sue forme di vagabondo delicato, nel suo bianco e nero, è riuscito a rappresentare la sociotà nelle sue contraddizioni e nella sua malvagità.

Attraverso i suoi occhi abbiamo visto un mondo freddo, menefreghista, dove gli emarginati sono gli unici capaci di veri e buoni sentimenti. Charlot ha un’anima pura, non corrotta dalla falsità e dalla supericialità del mondo. In “Tempi Moderni” fotografa una società industriale che è ancora la nostra. Sembrano tutte cose scontate e banali, ma siamo ai primi decenni del secolo (ormai scorso) e il fatto che in tutti questi anni sia cambiato poco o niente dimostra che forse tanto scontate e banali non erano. Charlot forse sembra sciocco, nei suoi movimenti e nella sua  raffinatezza fuori luogo, ma non piega la testa. Al contrario di tutti gli altri uomini lui non si omologa alla massa, né nel lavoro, né nelle idee, come nel “Grande dittatore“. Forse è facile prendere in giro Hitler quando si è dall’altra parte dell’oceano, resta però il fatto che l’ha fatto solo lui. Questo dimostra che il mondo sapeva ed ha sempre saputo cos’era la dittatura e cos’era il fascismo. Charlie racconta tutto con una delicatezza poetica, che fa sorridere e commuovere.

Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, neri o bianchi.

Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell’oca, verso l’infelicità e lo spargimento di sangue.

Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

L’aviazione e la radio hanno ravvicinato le genti: la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale, l’unione dell’umanità. La mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l’uomo a torturare e imprigionare gente innocente.

A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L’infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell’ingordigia umana: l’amarezza di coloro che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. Qualunque mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.

Soldati! Non consegnatevi a questi bruti che vi disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Non vi consegnate a questa gente senz’anima, uomini-macchina, con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore!

Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini! Con in cuore l’amore per l’umanità! Non odiate! Sono quelli che non hanno l’amore per gli altri che lo fanno.

Soldati! Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è nel cuore degli uomini.

Non di un solo uomo, non di un gruppo di uomini, ma di tutti voi. Voi, il popolo, avete il potere di creare le macchine, di creare la felicità, voi avete la forza di fare che la vita sia una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia, usiamo questa forza, uniamoci tutti e combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia agli uomini la possibilità di lavorare, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.

Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Mentivano: non hanno mantenuto quella promessa e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo, allora combattiamo per quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, l’avidità, l’odio e l’intolleranza, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.

Soldati uniamoci in nome della democrazia!

Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia, guarda il cielo.

Hannah! le nuvole si disperdono, comincia a splendere il sole. Poi usciremo dall’oscurità verso la luce, vivremo in un mondo nuovo, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio e della loro brutalità..

Guarda il cielo, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare sull’arcobaleno.

Guarda il cielo, Hannah! Guarda il cielo!”

Charlie Chaplin “Il Grande Dittatore“, 1940.

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2 Risposte to “Piccolo, dolce Charlot…”

  1. MEL!!! said

    ..MITICO..lo conosco pure io..è tutto dire..

    😉

  2. un bel giorno per andarsene!

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