Ch-Ch-Ch-Changesss

marzo 6, 2009

“Non so ancora cosa stavo aspettando
E il mio tempo passava irruento
Un milione di vicoli ciechi
Ogni volta che pensavo di avercela fatta
Sembrava che il sapore
non fosse così dolce
mi sono voltato per guardarmi
ma non ho colto il minimo accenno
di come gli altri vedono uno che finge
sono troppo veloce per quella prova

C-c-c-c-cambiameti
(Girati e affronta lo straniero)
C-c-cambiameti
Non voglio essere più ricco
C-c-c-c-cambiameti
(Girati e affronta lo straniero)
C-c-cambiameti
Devo solo cambiare identità
Il tempo può cambiarmi
Ma io non posso inseguire il tempo…”

Continuo a odiare i cambiamenti…
Questa casa vuota e i ricordi che cercano uno spazio nuovo che è ancora troppo confuso. Eppure c’è chi riesce ad abituarsi ad ogni situazione e ritrova se stesso anche nei cambiamenti. A me sembra di riuscire a trovarmi solo in ciò che conosco e mi sembra così difficile dormire in un letto nuovo senza qualcuno acconto che mi ricorda che non è la mia vita a cambiare ma solo la sua forma. Mi faccio forza e cerco di non piangere solo perché so che non sono più una bambina. Penso che la mia nuova stanza non rimarrà vuota ancora per molto e che presto sarà piena delle persone di sempre o magari di altre… Intanto mi sembra di lasciare tutto qui: il senso del mio sentirmi a casa, al sicuro, protetta. Vorrei riuscire a dare un nome a quello che mi manca e che mi mancherà. Vorrei che questo nome fosse Giada perché chiamando almeno avrei una risposta e saprei come raggiungermi. Per tutti gli altri nomi non c’è questa sicurezza perché corrispondono a vite che si sono allontanate dalla mia o che si stanno allontanando. Mi fa ancora incazzare questo fatto. Mi piacerebbe conoscere il futuro per essere sicura di non sbagliare, ma so che la mia testa è sempre troppo dura… e vorrei andare incontro a ciò che non conosco come fosse una sfida che posso vincere, invece guardo indietro, come a contemplare la visione di un un futuro parallelo e penso “poteva essere bello”!

Giada

Ci vuole passione
molta pazienza
sciroppo di lampone
e un filo di incoscienza
ci vuole farina
del proprio sacco
sensualità latina
e un minimo distacco


si fa così
rossetto e cioccolato
che non mangiarli sarebbe un peccato
si fa così
si cuoce a fuoco lento
mescolando con sentimento


le calze nere
il latte bianco
e già si può vedere
che piano sta montando
é quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo

si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato


sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre


ci vuole fortuna perché funzioni
i brividi alla schiena
e gli ingredienti buoni

è quasi fatta
zucchero a velo
la gola soddisfatta
e nella stanza il cielo


si fa così
per cominciare il gioco
e ci si mastica poco a poco
si fa così
è tutto apparecchiato
per il cuore e per il palato


sarà bello bellissimo travolgente
lasciarsi vivere totalmente
dolce dolcissimo e sconveniente
coi bei peccati succede sempre

Rossetto e cioccolato, Ornella Vanoni

Dio è morto

gennaio 17, 2009

Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già
Lungo le notti che dal vino son bagnate
Dentro le stanze da pastiglie trasformate
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà


E un Dio che è morto
Ai bordi delle strade Dio è morto
Nelle auto prese a rate Dio è morto

Nei miti dell’estate Dio è morto.


Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell’eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto


E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.


Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni


E poi risorge
In ciò che noi crediamo Dio è risorto
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto
Nel mondo che faremo
Dio è risorto,
Dio è risorto

Francesco Guccini

Who hurts…

novembre 15, 2008

Quando il giorno e lungo e la notte,la notte e solo tua,
Quando sei sicuro che ne hai avuto abbastanza di questa vita,resisti
Non lasciarti andare, tutti piangono e tutti soffrono a volte
A volte tutto è sbagliato.ora è tempo di cantare insieme
Quando il tuo giorno è notte,solo (resisti,resisti)
Se ti senti come se stessi andando via (resisti,resisti)
quando pensi di averne avuto abbastanza di questa vita, resisti
Tutti soffrono. Trova consolazione nei tuoi amici
Tutti soffrono. Non rovesciare la tua mano.oh no.non rovesciare la tua mano
Se senti di essere solo,no,no,no,non sei solo
Se sei solo in questa vita,I giorni e le notti sono lunghe.
Quando pensi di averne avuto abbastanza di questa vita da resistere
Beh,tutti soffrono a volte.

Tutti piangono.e tutti soffrono a volte.
E tutti soffrono a volte.allora,resisti,resisti
Resisti.resisti.resisti.resisti.resisti
(tutti soffrono,non sei solo)

Everybody hurts, R.E.M.

Ogni giorno, in Italia, 3 persone muoiono sul lavoro e 27 rimangono invalide in modo permanente.

Nel 2007 le morti bianche, secondo i dati dell’Inail, sono state circa 1.200 e oltre 800 mila gli invalidi.

In Italia, secondo i dati  dell’Istat, ci sono 7 milioni e mezzo di poveri. Le famiglie che si trovano in condizione di povertà relativa sono 2.653.000, (11,1 per cento del totale dei nuclei) e gli individui considerati poveri sono 7.542.000, (12,8 per cento dell’intera popolazione).

“Piacere Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli operai

io stringo sulle spese, goodbye macellai
non ho salvadanai da sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai.
Io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di Pachinko
non gratto, non vinco, non trinco, nelle sale Bingo
man mano mi convinco

che IO SONO UN EROE

perché lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perché combatto per la pensione
SONO UN EROE
perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perché sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Stipendio dimezzato, o vengo licenziato
a qualunque età  io sono già  fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne, lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde, vado in bianco, ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera?


SU
vai a vedere nella galera quanti precari sono passati ai mal’affari

quando t’affami ti fai nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
né l’Uomo ragno né Rocky né Rambo né affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini.

SONO UN EROE
perché lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perché combatto per la pensione
SONO UN EROE
perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perché sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237, ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe…

SONO UN EROE
perché lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perché combatto per la pensione
SONO UN EROE
perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perché sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere…

Caparezza

Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Costituzione Italiana, Principi fondamentali

Santa Lucia

agosto 4, 2008

Santa Lucia, per tutti quelli che hanno gli occhi
e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito…

Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l’anima e le ali…

Per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia…

Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,

anche la solitudine….

Francesco De Gregori

Credo che questa canzone abbia la capacità di unire le persone. Di stupirle, di consolarle. E credo che la volta che l’abbiamo cantata insieme mentre suonavi il piano non la dimenticherò mai. Io incasinata come sempre ma in più avevo 17 anni, un ragazzo più grande che mi aveva spezzato il cuore, che mi aveva dato l’illusione che la mia vita potesse essere ad una svolta e un altro ragazzo carino, più piccolo, che il giorno prima mi aveva detto che gli piaceva la mia amica. E non era facile, capire cosa volevo e perchè mi bruciasse quella confessione. Ti sei sempre ricordato che nel momento in cui mi hai detto quelle parole io ho abbassato la testa, perchè mi aspettavo altro, e ti sei pentito, subito. Siamo nati proprio male come coppia!

Ho riascoltato questa canzone, che era la mia preferita anche prima di conoscerti, e ho pensato che in quel momento abbiamo condiviso qualcosa.

Io e “facciamo il caffè?”

Io, il tuo primo bacio

Io che sono una stronza

Io che cerco altro e che mi dico che era troppo presto

Io che non ti voglio più vedere

Io che non ti vedo più

Io che ho avuto un rancore ingiustificato di cui ancora mi vergogno

Io che cerco di sistemare le cose

Io che ti vedo stare con un’altra e sto male

Io che ti sto addoXo

Io che mi dico “con lui basta”

Io che ti dico di non dire più a tutti che stavamo insieme ma che mi viene da ridere ogni volta che lo ridici

Sento questa canzone e penso a tutto questo.

E ora ti voglio bene, semplicemente, perchè è come se ti avessi visto crescere e se fossi cresciuta anch’io, ma in due strade parallele. Siamo mai stati veramente insieme

E penso agli amici che “hanno perduto l’anima e le ali” e spero le ritrovino presto…

Giada

nuvole

…::FREE::…

 

 Omnipresent phrase in my mind

Spoken word I’ve said one million times

Who are you to tell me it’ll always be this way

I close my eyes and I turn around

And leave it all behind


So free for the moment

Lost somewhere between the earth and the sky

So free for the moment

Lost because I wanna be lost

Don’t try to find me

 

Always try to breeze through my life

Repetitious things I’ve done one million times

Who are you to tell me that I’ll always be this way

I close my eyes and I turn around

And leave it all behind

 

What could I do

It’s not such a terrible thing

What would you do

It’s not such a terrible thing


So free for the moment

Lost somewhere between the earth and the sky

So free for the moment

Lost because I wanna be lost

So free for the moment

Lost somewhere between the earth and the sky

So free for the moment

Lost because I wanna be lost

Don’t try to find me…

 

The Martinis, Free.

 

..::LE NUVOLE::..

aprile 28, 2008

Corsica

Vanno

vengono

ogni tanto si fermano

e quando si fermano

sono nere come il corvo

sembra che ti guardano con malocchio.

Certe volte sono bianche

e corrono

e prendono la forma dell’airone

o della pecora

o di qualche altra bestia

ma questo lo vedono meglio i bambini

che giocano a corrergli dietro per tanti metri.

Certe volte ti avvisano con rumore

prima di arrivare

e la terra si trema

e gli animali si stanno zitti

certe volte ti avvisano con rumore.

Vanno

vengono

ritornano

e magari si fermano tanti giorni

che non vedi più il sole e le stelle

e ti sembra di non conoscere più

il posto dove stai.

Vanno

vengono

per una vera

mille sono finte

e si mettono li tra noi e il cielo

per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

Fabrizio De André

C’è chi non prova niente, nemmeno la felicità, nemmeno e sopratutto nelle cose semplici: una canzone che non sentivi da una vita; una foto “vera”, stampata che ti ricorda d’un tratto come eri, cosa sognavi, chi amavi; una lettera dimenticata in qualche libro o quaderno, mai consegnata ovviamente…

C’è chi non ha gli amici che ho io, specialmente uno in questo momento, che ogni tanto mi tira fuori dal mio labirinto mentale…

C’è chi non ha posti dove scappare o in cui rifugiarsi per sentirsi al sicuro…

C’è chi non ha internet! ed è costretto a vedere solo se stesso…

C’è chi non è mai stato innamorato…

C’è chi non è mai cambiato, prende ancora la birra tutti i sabati sera nello stesso pub (che non gli ha mai fatto nemmeno un euro di sconto) e non sogna nient’altro…

C’è chi non riesce mai a piangere e si tiene sempre tutto dentro…

C’è chi non si è mai sentito amato…

C’è chi ha perso tante occasioni per essere felice…

C’è chi ha fatto stare male gli altri e ora non può tornare indietro…

C’è chi non ha mai pianto per aver riso troppo…

C’è chi non si ricorda mai i sogni…

C’è chi non sogna ad occhi aperti e non sa colorarsi la vita…

C’è chi non sa dire “ti voglio bene”…

C’è chi non ha mai provato la gioia di prendersi cura di qualcuno…

C’è chi ha votato Berlusconi…

C’è chi non è mai stato al concerto del primo maggio a Roma…

C’è chi non ha mai sentito la soddisfazione di saper fare qualcosa e di farla bene…

C’è chi non mette passione in niente…

C’è chi non è mai uscito dall’Italia…

C’è chi ha sempre visto un’unica strada davanti a sè…

C’è chi sta male per cose molto più gravi…

…………….forse nel mio star male sono anche fortunata…………

Giada

Qualcuno era comunista…

aprile 15, 2008

Per tutti quelli che credono che i comunisti mangiano i bambini e che non hanno conosciuto mio nonno….

“Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.

Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà, … La mamma no.

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.

Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche: lo esigevano tutti.

Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.

Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era comunista perché prima (prima, prima…) era fascista.

Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano…

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona

Qualcuno era comunista perché era ricco, ma amava il popolo…

Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era comunista perché era così affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.

Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione?… oggi, no. Domani, forse. Ma dopodomani, sicuramente!

Qualcuno era comunista perché… “la borghesia il proletariato la lotta di classe, cazzo!”…

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI3.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare TUTTO!

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini…

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo Secondo Lenin.

Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sè la classe operaia.

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.

Qualcuno era comunista perché c’era il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il Grande Partito Comunista.

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore partito socialista d’Europa!

Qualcuno era comunista perché lo Stato, peggio che da noi, solo l’Uganda…

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!…

Qualcuno era comunista perché chi era contro, era comunista!

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia!

Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa.

Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno. 
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso: era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana, e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita.

No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

E ora?
 Anche ora ci si sente in due: da una parte l’uomo inserito, che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana, e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo. Perché ormai il sogno si è rattrappito.
 Due miserie in un corpo solo”.

Giorgio Gaber

..:I miei film:..

febbraio 29, 2008

FAREWELL, Francesco Guccini.

… E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’anni portati così,

come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;

come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il

perché:

un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos’è.

Giorni lunghi tra ieri e domani, giorni strani,

giorni a chiedersi tutto cos’era, vedersi ogni sera;

ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,

ogni sera là, a passo di danza, salire le scale

e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,

quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,

era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,

tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,

religione del tirare tardi e aspettare mattino:

e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in

sentinella,

la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora, ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci,

di amori rapaci,

e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell’epoca nuova,

ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.

Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,

ci sembrava d’avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme

e pensare d’avere un domani, restare lontani;

tutti e due a immaginarsi: “con chi sarà?” In ogni cosa un pensiero

costante,

un ricordo lucente e durissimo come il diamante

e a ogni passo lasciare portarci via da un’emozione non piena, non

colta:

rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia la stessa illusione, sua conclusione,

e il peccato fu creder speciale una storia normale.

Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,

sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.

E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni

impresa;

siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.

“The Triangle tingles”… farewell, non pensarci e perdonami

se ti ho portato via un poco d’estate con qualcosa di fragile come le

storie passate.

Forse un tempo poteva commuoverti ma ora è inutile credo, perché

ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.

Mi ricorda tante cose questa canzone. Emozioni fortissime, intense, la sensazione che descrivesse appieno la mia vita nel momento in cui mi sono innamorata di te. E la certezza che la fine non sarebbe mai stata quella, perchè non bisogna mai rimpiangere niente. Mi ricordo quando cantavo questa canzone con Caterina o con Lele e mi ricordo quando l’ho cantata con te a volte per la strada a volte in macchina. Ricordo la prima volta che scrissi sulla tovaglia “e il peccato fu creder speciale una storia normale”, mentre te scrivevi “cercare l’Uno al di sopra del bene e del male”. Mi ricordo che hai pianto per quella frase. Oggi non sono più sicura che tu riveda noi nella prima parte della canzone. Forse è più adatta all’altra persona che hai voluto vicino a te e a questo punto anche il finale forse è giusto. Per noi non lo so se il finale varrà. Ho l’impressione che in me per tutti questi anni abbiano convissuto due film. Il primo è quello di una storia talmente speciale da non poter essere capita da nessun altro. Di un mondo nostro dove potevamo anche non parlare, dove nessuno si sentiva costretto a fare niente ed era amato proprio nella sua libertà e per questo nella sua totalità. L’altro è un deja-vu di quello che sta succedendo ora. Cioè l’incubo di non aver voluto vedere come stavano veramente le cose e che l’amore per la libertà fosse solo una scusa per pensare e fare i fatti tuoi. Mi sento dilaniata perchè io ti ho amato nel primo modo ma i fatti dimostrano il secondo film. Però in queste ore ho capito che non mi pento per il modo in cui ti ho amato, anche se ancora non so se ne è valsa la pena. Perchè io posso e voglio amare solo così e perchè solo così vale la pena di vivere una storia d’amore. E’ una scommessa in fondo. Io non sono speciale, non credo di essere una gran perdita, ma penso di saper amare ed è l’unica cosa che mi rende pienamente fiera di me.

Giada

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