Non è come sembra
Aprile 10, 2009
Sembra che se qualcosa non si riesce a spiegare con le parole allora non esiste. Se le cose le spiego con le parole, non esce lo stesso pensiero che c’è nella mia testa e non ci posso fare niente. Nella mia testa ci sono sensazioni e sentimenti. Tutti fanno finta di avere un nome preciso per ogni sensazione e sentimento, ma io non ci credo perchè un nome solo non basta mai. A volte usano il nome ancora prima del sentimento e poi dicono a me che sono confusa!
Sembra che mi piaccia soffrire o che permetta troppo facilmente alle persone di farmi male e ultimamente sembra che sia anche io quella che usa gli altri e i loro sentimenti o che non rispetta le loro scelte.
Credo che ognuno abbia il diritto di cercare la sua felicità e questa bastarda non si sa dove si nasconda. Io la cerco nelle persone e nelle emozioni che queste mi danno, perchè se la felicità esiste, anche per noi comuni mortali, è una questione di attimi. Per questo per me è così difficile scegliere, perchè non riesco mai a vedere dove è il confine: tra l’amore e l’orgoglio, tra la fiducia e la speranza, tra la paura e la verità, tra l’affetto e l’egoismo. E forse il confine non c’è ma è solo vita che oscilla, che quando ti trovi davanti qualcuno si ferma un attimo per darti una parziale verità. E a me piace quando si ferma, quando non penso al significato delle cose perchè il significato è già in un gesto, in un abbraccio, in un massaggino, in un film che rimane a metà. Il significato è già lì, in un attimo che non avrà un futuro perchè il futuro non esiste, nessuno l’ha mai visto o vissuto eppure ci preoccupa così tanto da condizionare le nostre scelte. E anche se esistesse perchè solo il futuro dovrebbe avere il diritto di dare un significato a quello che facciamo o che sentiamo?
Io credo ancora nei sentimenti degli altri anche se non credo più molto nelle loro azioni o nelle loro parole perchè sono queste che tradiscono (in molti modi) la maggior parte delle volte. Credo che ci sia qualcuno che mi vuole bene semplicemente perchè non è umano non volere bene a qualcuno con cui si è condiviso qualcosa anche se sembra tutto sbagliato. Credo che quell’affetto mi abbia dato tante cose: in certi momenti la sensazione di essere speciale, in altri la convinzione che talvolta per continuare a volersi bene c’è bisogno di stare lontani. E anche se sembra assurdo, si può credere anche e solo nel presente.
Con i piedi per terra…
Aprile 6, 2009

In giornate come questa ci si rende conto di quanto la nostra mente giri a vuoto ogni tanto, di quanto spesso siamo così occupati a pensare a cose che non sono reali, che non appartengono alla terra, alla strada, al sangue, al dolore vero, quello che sui corpi delle persone ci rimane. Vediamo la guerra e pensiamo ” è lontana” senza sforzarci più nemmeno di capire cosa sia e perchè succeda. E pensiamo che sia più urgente per la nostra vita interrogarci su “chiamo io o aspetto che mi chiami lui?“. Siamo dei piccoli esserini patetici, troppo stanchi per interessarsi, che un giorno si svegliano e si rendono conto che succedono cose che spazzano via ogni castello in aria, perchè spazzano via la vita, in un modo inspiegabile, senza poter trovare nessuno a cui dare la colpa. E allora non si ha più voglia di pensare ai compleanni, alle giornate splendide e assolate trascorse il giorno prima o a cosa fare a pasquetta. Non ci si ferma a pensare “mi devo ancora fidare di lui?“, “sta cambiando qualcosa o cambierà?“, perchè sembra tutto così piccolo e insignificante. Tutte le preghiere, laiche o cristiane che rivolgiamo a qualcuno che confidiamo ci ascolti, per le cose più sciocche… poi un terremoto si inghiotte paesi e città. E dov’erano tutti i nostri dei, santi, spiriti, forze…? Possono aver ascoltato i miei tormenti, le mie lacrimucce spaurite, se poi succede questo? E chi è che la sera pregherà perchè non ci sia un terremoto che gli butti giù la casa?
Siamo delle formichine che lavorano senza sosta nel loro formicaio senza pensare a cosa c’è sopra di loro, anche se prima o poi ci sarà un bambino stronzo che in quel formicaio ci butterà un fiammifero acceso e se ne starà lì a divertirsi, guardando tutte le formichine che scappano disperate. Non fa molta differenza che non esista un bambino stronzo gigante che se la prende anche con noi. La colpa non è di nessuno. E questo ci rende ancora più minuscoli e impotenti. Ed è difficile per il modo in cui concepiamo la nostra vita, superare il dolore senza poterci vendicare. Siamo abituati a cercare la vendetta o sotto le vesti di giustizia penale, divina, o di eterno castigo, di ordine delle cose che farà vivere il colpevole in una vita di rimorsi e miserie. Ma qui, c’è una causa senza colpa, e noi non siamo onnipotenti, niente è fatto solo per noi: il mare non è fatto per farci fare il bagno, il sole non è fatto per farci abbronzare, i boschi non sono fatti per farci trovare i funghi, le colline non sono fatte per le scampagnate della domenica… E noi che ci preoccupiamo delle cose più stupide, convincendoci che il pensiero nobilita l’uomo, senza essere capaci mai di stare con i piedi per terra.
