L’amore prima del tramonto
Novembre 27, 2008

- Vedi non è questo.
stavo bene finchè non ho letto il tuo libro. Mi ha riaperto la ferita, mi ha fatto ricordare quanto ero romantica allora, quante speranze coltivavo ora al contrario non credo più in niente che riguardi l’amore. Certi sentimenti io non li provo più è come se avessi speso tutto il mio romanticismo quella notte, non ho più provato emozioni del genere quasi se ne fosse andata via una parte di me che io avevo espresso a te e tu ti eri portato via. Da allora il gelo, l’amore non fa più per me.
- No no, non ci posso credere non ti voglio credere.
- Te ne dico un’altra: realtà e amore sono quasi una contraddizione per me.
Pensa ognuno dei miei ex si è sposato. Uscivano con me, ci separavamo e si sposavano. Mi chiamavano per ringraziarmi di aver fatto loro conoscere l’amore, di aver insegnato loro a trattare le donne con rispetto.
- Eh si, sono uno di loro anch’io.
- Li ucciderei. Perchè non hanno voluto sposare me? Avrei detto no ma avrebbero dovuto chiederlo. E’ colpa mia, so che è colpa mia perchè nessuno mi andava mai bene, mai. Che significa l’uomo giusto? Il grande amore, è un concetto assurdo. L’idea stessa di completarci con un’altra persona è deleteria, è chiaro. Ho avuto il cuore spezzato così tante volte che è pieno di cicatrici, perciò ora sono… sin dall’inizio non mi sforzo perchè tanto so già che non durerà.
- Ma non puoi ragionare così è assurdo che tu viva solo per non soffrire.
- No no sai che ti dico, sono solo parole. Io devo allontanarmi da te ferma la macchina devo scendere…
…
- Senti te lo ripeto io sono comunque felice di averti rivisto e anche se sei diventata un’incazzosa attivista maniaco depressiva ancora mi piaci, ancora mi diverte stare con te.
Prima del tramonto, regia di Richard Linklater
Mi sono vista ieri sera. A 32 anni. Un’incazzosa attivista maniaco depressiva… Senza Ethan Hawke. E non è che non vorrei essere così, mi piacerebbe essere così. Ma non troverò nessuno che lo capisca. Che capisca che voglio essere ognuna di queste cose. Che non voglio avere un sorriso idiota stampato sulla faccia, che non voglio pensare solo ai futuri rosei, ma che le difficoltà non mi spaventano e non scappo. Io so sostenere. E nessuno capirà che avere accanto un’incazzosa attivista maniaco depressiva può essere una fortuna (oltre che un’opera di bene!), perchè fondamentalmente non vede l’ora di avere torto e di lasciarsi totalmente andare all’amore e di riscoprirlo come se fosse il primo innamoramento. Dividere la follia è difficile in un mondo che vuole che tu progetti costantemente il tuo futuro. E io so immaginarmi strade che portano ovunque, senza programmi o contratti.
Ma a volte gli spigoli vanno smussati e non ci si può calare tutti d’un pezzo in una parte o in una vita, dicendo solo “io sono fatto così”: se si vuole amare bisogna permettere anche agli altri di farlo. Quindi essere meno rigidi talvolta meno incazzosi e molto meno maniaci depressivi che non incoraggia certo ad amarci!
A volte penso che il mio amore basti a se stesso e che non abbia bisogno di essere spiegato, ma solo sentito. Mi piacerebbe che poggiando una mano sul mio cuore chi mi ama potesse capire tutto.
Giada
Who hurts…
Novembre 15, 2008
Quando il giorno e lungo e la notte,la notte e solo tua,
Quando sei sicuro che ne hai avuto abbastanza di questa vita,resisti
Non lasciarti andare, tutti piangono e tutti soffrono a volte
A volte tutto è sbagliato.ora è tempo di cantare insieme
Quando il tuo giorno è notte,solo (resisti,resisti)
Se ti senti come se stessi andando via (resisti,resisti)
quando pensi di averne avuto abbastanza di questa vita, resisti
Tutti soffrono. Trova consolazione nei tuoi amici
Tutti soffrono. Non rovesciare la tua mano.oh no.non rovesciare la tua mano
Se senti di essere solo,no,no,no,non sei solo
Se sei solo in questa vita,I giorni e le notti sono lunghe.
Quando pensi di averne avuto abbastanza di questa vita da resistere
Beh,tutti soffrono a volte.
Tutti piangono.e tutti soffrono a volte.
E tutti soffrono a volte.allora,resisti,resisti
Resisti.resisti.resisti.resisti.resisti
(tutti soffrono,non sei solo)
Everybody hurts, R.E.M.
Gli eroi che non hanno armi…
Novembre 12, 2008
Ogni giorno, in Italia, 3 persone muoiono sul lavoro e 27 rimangono invalide in modo permanente.
Nel 2007 le morti bianche, secondo i dati dell’Inail, sono state circa 1.200 e oltre 800 mila gli invalidi.
In Italia, secondo i dati dell’Istat, ci sono 7 milioni e mezzo di poveri. Le famiglie che si trovano in condizione di povertà relativa sono 2.653.000, (11,1 per cento del totale dei nuclei) e gli individui considerati poveri sono 7.542.000, (12,8 per cento dell’intera popolazione).
“Piacere Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche
da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper
invece io passo la notte in un Bar Karaoke
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue
un soggetto perfetto per Brahm Stoker
TU
che ne sai della vita degli Operai
io stringo sulle spese, Goodbye Macellai
non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai
mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a Snai
io sono il pane per gli usurai ma li respingo
non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di Pachinko
non gratto, non vinco, non trinco, nelle sale Bingo
man mano mi convinco
che IO SONO UN EROE
perchè lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perchè combatto per la pensione
SONO UN EROE
perchè proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perchè sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere
Stipendio dimezzato, o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne, lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera
bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde, vado in bianco, ed il mio conto è in Rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera ?
SU
vai a vedere nella galera quanti precari sono passati ai mal’affari
quando t’affami ti fai nemici vari
se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi
di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini
né l’Uomo ragno né Rocky né Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei Bambini.
SONO UN EROE
perchè lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perchè combatto per la pensione
SONO UN EROE
perchè proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perchè sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere
Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un Call Center
vivo nella camera 237, ma non farò la mia famiglia a fette
perchè sono un Eroe…
SONO UN EROE
perchè lotto tutte le ore
SONO UN EROE
perchè combatto per la pensione
SONO UN EROE
perchè proteggo i miei cari dalle mani dei sicari, dei cravattari
SONO UN EROE
perchè sopravvivo al mestiere
SONO UN EROE
straordinario tutte le sere
SONO UN EROE
E te lo faccio vedere
ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere…
Caparezza
Art. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Costituzione Italiana, Principi fondamentali
A che pensi?
Novembre 10, 2008

“A che pensi?”
Mi chiedo perchè questa domanda faccia tanto incazzare gli uomini. Spero che il motivo sia che le donne l’hanno un po’ troppo sputtanata, pronunciandola spesso a vanvera per riempire vuoti di conversazione (e magari nascondere vuoti di intelligenza!!). Certo spesso nasconde un profondo bisogno di rassicurazioni e non è fatta con reale interesse, ma solo per sentirsi dire “penso a quanto ti amo“. Una risposta del genere, personalmente, mi scatenerebbe un’irrefrenabile voglia di investire con la macchina chi la pronuncia, anche se tante donne, purtroppo, sono felici così.
Ma non credo che questa sia sempre una stupida domanda, se fatta nei giusti momenti.
Parlando con un uomo, in questi giorni, è venuto fuori che questa sarebbe una tipica domanda da donne e forse è vero per il semplice fatto che noi pensiamo in continuazione: la nostra mente mette in moto le riflessioni più svariate e profonde su qualunque cosa. Ma anche, ci piace aprirci e rendere partecipe chi ci sta vicino di quello che è il nostro flusso di pensieri. Ci piace confrontarci e se proviamo un qualsiasi sentimento pensiamo che sia importante portare avanti questo scambio di emozioni, idee, passioni e punti di vista. Queste due condizioni (pensiero e scambio) sono quasi totalmente sconosciute agli uomini che si lamentano di questa domanda.
Ho sempre sentito il bisogno di dire quello che pensavo (desideravo, speravo, sentivo). Ho scritto lettere a chiunque e se sentivo che il mio pensiero non era richiesto (e molto spesso era così) tenevo per me le lettere. Ho incontrato invece molte persone che non mi hanno mai detto fino in fondo quello che provavano, che non si sono mai sforzate di trovare le parole giuste, forse perchè pensavano che non le avrebbero trovate, o che io già capissi/sapessi, senza bisogno di altre spiegazioni. Ma se in alcuni momenti mi avessero chiesto “a che pensi?“, mi avrebbero permesso di togliermi un sacco di soddisfazioni: di incazzarmi, di sfogarmi, di dire la verità. Se nascondo le cose, se dissimulo, è perchè non mi si fanno le domande giuste… Ma anche perchè non leggo negli altri un interesse sincero, senza secondi fini…
Forse l’errore che facciamo è quello di fare questa domanda sperando che ci venga a sua volta rivolta. Forse la facciamo alle persone sbagliate. Forse è vero che “se te lo volevo dire te l’avrei già detto “. Forse è vera pure l’ipotesi, più triste e sconsolata, che “non penso a niente”, di fronte ad una situazione che esige una presa di posizione, per permettere a chi ci sta vicino di trarre le sue conclusioni, che possano così essere vere, chiare, esatte, e non misere illazioni o deduzioni.
Ascoltare i pensieri degli altri trovo che sia una delle cose più belle. E i pensieri sono un qualcosa di diverso dai fatti, dal racconto, perchè sono più intimi e legati al cuore della persona. Non credo che avrebbe molto senso vivere non prendendo mai in considerazione i pensieri e i sentimenti degli altri.
Giada
ps: trovalo questo coraggio e chiedimi cosa penso perchè non hai già capito tutto…
Sono strana…
Novembre 6, 2008

Sono strana,
perchè “gaso” ma sto sempre insieme a tipi sbagliati
perchè non mi rendo conto di quanto valgo e rido quando mi fanno i complimenti
Sono strana,
perchè non mi vergogno di niente, se gli altri non si vergognano per me
perchè tengo i capelli legati quando sto meglio con i capelli sciolti
perchè non si capisce mai quello che penso
perchè non si capisce mai quello che sento
perchè mi incazzo per cose più grandi di me
perchè non si capisce mai per cosa mi incazzo
perchè sono anacronistica e utopista
perchè mi piacciono le verdure
perchè non dico la verità, molto spesso
perchè gli altri non mi meritano, molto spesso
Sono strana,
perchè non faccio dormire con me chi non mi piace
perchè mi piacciono gli “amici con benefici”, ma non me ne innamoro
perchè penso che fare l’amore non sia poco
perchè non riesco a considerare gli animali diversamente dalle persone
perchè il mio animale preferito è il ciuchino
perchè penso che le donne oggi non siano per niente come gli uomini
perchè mi piacciono i film in bianco e nero
perchè mi piace rimettere sempre in discussione tutto
perche penso e ripenso e ripenso e ripenso e ripenso…
perchè intuisco le persone al volo, molto spesso
perchè indovino cosa sta per succedere a “un posto al sole”
perchè do consigli senza adottarli mai per me
Sono strana,
perchè penso ad alcuni prima che a me stessa
perchè ho l’ossessione di essere capita
perchè non mi piace chi ha i soldi
perchè non mi piace chi porta i mocassini
perchè non mi piace chi si improfuma più di me
perchè ho la testa dura
perchè non faccio rumore quando faccio pipì
perchè mi piacciono le macchine fotografiche con i vecchi rullini e odio le foto sul computer
perchè piango per ogni emozione
perchè non credo nell’amore eterno e fedele
perchè credo che tutto vada sperimentato se uno è cosciente e consapevole
perchè credo che andare contro la legge a volte sia necessario
perchè tendo sempre a stare dalla parte di chi ha meno
perchè non sopporto le persone stupide
perchè sono intollerante, anche se sto migliorando
perchè non mi piacciono le merendine cioccolatose
Sono strana,
perchè mi vesto in modo infantile,
perchè non mi è piaciuto” into the wild” e mi è piaciuto “il cielo sopra berlino”
perchè resto in silenzio, molto spesso
perchè mi piace far sorridere gli altri o farli sentire un poco meglio, molto spesso
perchè penso di avere sempre ragione
perchè sono “troppo” per qualcuno, ma anche “troppo poco”.
perchè adoro dormire
perchè continuo a esprimere desideri quando accendo una candela e quando vedo le stelle cadenti,
perchè credo nell’oroscopo, nei nomi, nelle pietre, nelle essenze, nei portafortuna
perchè mi sveglio alle 7 per vedere la moto gp
perchè o tutto o niente
perchè ogni notte prima di dormire penso a quello che vorrei.
….
Sono strana, dicono.
Giada
Io so…
Novembre 2, 2008

5 marzo 1922 – 2 novembre 1975
Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ‘68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio “progetto di romanzo”, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il ‘68 non è poi così difficile.
(…)
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.
Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi – proprio per il modo in cui è fatto – dalla possibilità di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. All’intellettuale – profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana – si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al “tradimento dei chierici” è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.
(…)
E, se l’intellettuale viene meno a questo mandato – puramente morale e ideologico – ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.
Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l’intera classe politica italiana.
E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi “formali” della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.
Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico – non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento – deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.
Probabilmente – se il potere americano lo consentirà – magari decidendo “diplomaticamente” di concedere a un’altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon – questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.
Pier Paolo Pasolini, Cos’è questo Golpe? Io so
Corriere della sera, 14 novembre 1974
(…)
L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.
(…)
Pier Paolo Pasolini, La Guinea, Poesia in forma di rosa, in “Bestemmia”
Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
Il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più. Ecco nel calore incantato
Della notte che piena quaggiù
tra le curve del fiume e le sopite
visioni della città sparsa di luci, echeggia ancora di mille vite,
disamore, mistero e miseria
dei sensi, mi rendono nemiche.
Le forme del mondo, che fino a ieri erano la mia ragione di esistere.
Pier Paolo Pasolini, Il Pianto della scavatrice