Se invece lo facessi ti sarebbe più difficile vivere da solo…
Settembre 27, 2008

“John: È una ragazza emotiva io le correrei dietro.
Larry: Non credo che lo farò.
John: Ah no? Se invece lo facessi ti sarebbe più difficile vivere da solo”.
Larry: Ally non scappare da me, non scappare dai sentimenti che provi. Credi che non sia spaventato? Sono uscito con una donna sbagliata dietro l’altra, è diventata quasi un’abitudine ed ora, ad un tratto, ne trovo una che forse è quella giusta. E’ terrificante.
Ally: Senti vuoi sapere quanto sono spaventata io? Da quando usciamo insieme praticamente passo da un’ossessione all’altra, sono ossessionata sopratutto dall’idea di aver dimenticato come si bacia. Che ne pensi di questo?
Larry: Bhè, forse è il sintomo di qualcos’altro… Ascolta quando ti ho vista la prima volta mi sei sembrata una persona che piuttosto aveva dimenticato come si fa ad amare. E ad essere amati… Ti ricordi cosa significa avere un legame con un uomo?
Ally: Cosa cerchi di dirmi Larry?
Larry: Forse la cosa che ti spaventa di più è quello che non sai…
Larry (arringa): Ci sono delle persone talmente abituate a vedere che le cose vanno male che ormai si trovano più a loro agio davanti ad un fallimento che ad un successo. (rivolto ad Ally) Le cose possono funzionare. Non occorre fare altro che lasciarsi andare, tutto qua.
Larry: ‘possiamo uscire qualche volta sarebbe carino?!’ E credi che starò ad aspettare che tu organizzi il programma? Tu hai paura dai quello che c’è tra noi ma io non ne ho.
Ally: Larry tu hai visto solo la punta dell’iceberg della mia nevrosi, sono completamente pazza.
Larry: E cos’altro?
Ally: Sono una vera megalomane.
Larry: E cos’altro?
Ally: Vanitosa
Larry: E cos’altro?
Ally: Bellissima. E questo è positivo.
Larry: E cos’altro?
Ally: Forse sono incapace di permettere ad un uomo di amarmi.
Larry: Dovremmo lavorare su questo.
Ally: Hai un’idea del guaio in cui ti stai cacciando? Ho paura di lasciarmi andare.
Larry: Dovremmo lavorare anche su questo.
(Bacio)
Larry: Direi che ti ricordi come si fa.
….
Ally: Allora ci vediamo domani?
Larry: Ci vediamo domani.
Ally: E…….. anche dopodomani?
Larry: Anche dopodomani.
Da Ally McBeal 4° serie, L’ultima vergine.
Biscottino ha sempre ragione… Anch’io appena ho visto Larry ho pensato “E’ lui”. E quello che mi piaceva del loro modo di stare insieme era il loro modo di prendersi in giro e di ridere e di essere dolcissimi nel completare l’uno i bisogni dell’altra.
Billy era stato un’altra cosa. Lei era rimasta innamorata del ricordo di Billy, della sua idea, che per quanto mi riguarda credo non fosse mai esistita. Amava una persona che aveva davanti solo perchè aveva il corpo di chi aveva amato. Ma era un altro. E forse anche lei era un’altra.
Larry esiste ed è reale. Non è un’idea. Larry può finalmente farla smettere di lottare per essere amata.
E non mi faccio tutte queste pippe mentali per niente!! (Considerando pure che dovrei essere a studiare!!) Ma perchè credo che si avvicini molto a delle situazioni che più o meno tutti hanno o hanno avuto. Da una parte forse c’è anche da considerare il fatto che noi amiamo fare gli psicologi di noi stessi (io più di tutti!!) e quindi è facile farsi prendere dalla foga professionale e andare a vedere legami e intrecci incosci dove non esistono. Ma anche se fosse, per chi ha un po’ di tempo da perdere, non c’è niente di male ad immaginare!!!
Per esempio. Quando sentivo parlare della “paura d’amare” mi veniva da vomitare perchè mi sembrava una cosa talmente finta e sdolcinata da far venire la nausea. (Qui in Ally, l’avevo tollerata giusto perchè era lei, ma mi sembrava una cosa mooolto da telefilm). E invece, tac, esiste!!!!!!! E anche se penso ancora che spesso venga rappresentata in modo decisamente troppo drammatico, ci si può cadere, evviva!!
Forse io non è che ho proprio paura d’amare. Un po’ di diffidenza nei confronti delle relazioni mi è venuta, ma è anche il fatto di considerare che il mondo è troppo pieno di persone che non ti meritano. Con che cavolo di probabilità minima pensi che ti tocchi proprio la persona che ti merita e che non ti farà soffrire? Un po’ bisogna ridimensionarlo questo sentimento perchè sennò i fallimenti fanno troppo male. E magari ora un po’ di paura ce l’ho a pensare che incontrerò qualcuno e gli “lascerò in un minuto tutto quel che ho” (tanto per citare anche De Gregori) per poi ritrovarmi in una storia già vista.
Però so che in fondo in fondo, l’incoscienza di voler essere innamorata c’è ancora. Avrà solo bisogno di un po’ di tempo per riprendersi. So che mi dovrò impegnare per applicare fino in fondo quello in cui credo, che tutte le persone sono diverse e che per nessun aspetto della loro vita possono essere categorizzate, generalizzate o discriminate.
Amen!!!!!
Giada
(In)Esistenza
Settembre 18, 2008
Volevo avere solo il diritto di odiarla, di non considerarla una persona, ma una stupida, illusa, banale, superficiale sottospecie di donna. Volevo il diritto di dimenticare, di andare avanti, di non essere giudicata, di fare in modo che proprio non tutti sapessero, di non vergognarmi più. Volevo il diritto di essere lasciata in pace, con il mio dolore, con le mie nuove scelte, con quello che ormai sapevo. Volevo il diritto di non sapere tutto, di chiudere gli occhi senza immaginarmi Barcellona. Volevo il diritto di non avere più paura, di non scegliere più, di diventare trasparente, invisibile, inafferrabile, inconsistente, leggera.
E invece tutto continua a tornarmi indietro e io avrei voglia di urlare, di gridare che non c’entro niente, che quegli errori che non sono miei e non ne posso più di averli sulle spalle, sullo stomaco e sul cuore. E io combatto con me stessa e mi dico che non è vero che sono debole perchè, SONO ANCORA VIVA. Perchè sorrido ancora, perchè provo ancora dei sentimenti, perchè non sono indifferente a tutto e insensibile, perchè ho ancora una vita.
Ha fatto l’unica cosa che poteva fare per togliermi questi diritti e ha avuto il coraggio che io non ho mai avuto e che non ho nemmeno ora che sono sempre in mezzo a storie non mie. E solo un’intenzione buttata lì, si è imposta a me con un rispetto che prima non esisteva. Ma io non voglio darle rispetto, perchè NON VOGLIO CHE ESISTA. Perchè so che l’unica cosa che vuole è esistere, anche per me, è imporsi con il suo passato e il suo presente con una vita e una storia che ha la stessa dignità della mia. Ma non ce l’ha, non ce l’ha per me che sono l’unico insindacabile giudice in tutto questo. Vuole raccontarmi per sentire la sua storia vera perchè ha paura che non lo sia mai stata. E questo peso ce lo porteremo dietro tutte e due. Quindi supererò la curiosità e la voglia di dimostrare quanto valgo. Mi riprenderò tutti i miei diritti. NON VOGLIO ACCORGERMI CHE STA VIVENDO. Non ha mai fatto parte della mia vita e non lo farà mai.
Giada
In ricordo…
Settembre 11, 2008
Ultime ore di questo 11 settembre e ho qualcosa sul cuore che devo dire, anche perchè sono passati 5 anni ed è sempre difficile parlare di te, anche solo per dire che ti ricordiamo.
Questo è il giorno del World Trade Center e dei loro 3 mila morti, addirittura nemmeno si ricorda più che lo stesso giorno del 1973 c’è stato il golpe di Pinochet ed è stato ucciso Salvador Allende. Ma per noi è diverso, perchè questo è il giorno in cui piangiamo per te.
Mi ricordo uno stupido gioco fatto con le parole quando ti avevo detto che l’unica cosa che sapevo di voler fare nella vita era scrivere; mi ricordo la tua assurda paura che ti attaccassi la mononucleosi solo respirando, mi ricordo una partita di calcetto fatta il 25 aprile in cui mi sono divertita da morire; mi ricordo una mattina in cui mi hai lasciato fuori casa perchè non sentivi che suonavo da un’ ora il campanello; mi ricordo le tue camice bianche in macchina, perfette e stiratissime, per andare a lavoro; mi ricordo il tuo sorriso, sempre, per tutti; mi ricordo che non avevi mai una lira dietro e scroccavi sempre le sigarette e i passaggi… e mi ricordo quell’11 settembre in cui non volevo credere che eri te. Si dovevano essere sbagliati, volevo che si sbagliassero, che fosse un altro ragazzo su quel motorino.
“11-9-03 Perchè sto scrivendo? perchè ho deciso di scrivere? non ce la faccio a tenere la penna in mano. Roby è morto e io ancora non so che vuol dire. Forse avrei dovuto avere il coraggio di vederlo. Come era vestito? Gli avevano messo i pantaloni a zampa? L’anello e il braccialetto. E’ morto. Sarebbe stato contento di vederci tutti lì. Gli avrebbe fatto piacere. Ci ha visti vero? Ci deve aver visto. Come? Com’è potuto succedere? Non ho mai visto nessuno morto. Roby è l’unica persona al mondo che non ha mai pensato nemmeno una volta voglio morire”.
Tutte le volte che io e mia mamma ti abbiamo accompagnato a lavoro e lei ancora si chiede perchè non le hai chiesto un passaggio quel giorno invece di prendere quel motorino. Eri l’unica persona che era contenta di accompagnare. Avevi conquistato anche lei che all’inizio della stagione aveva promesso “non accompagno più nessuno a Castiglioni, basta fare la tassista! Ci pensa ancora a te, ti vuole bene.
“13-9-03 E’ difficile pensare che non c’è più, che non lo vedrai mai più, nè ai festini, nè al capannone, nè al circolino, nè a Firenze…mai più. 20 anni, e non ha senso, ed è ancora più difficile perchè non è possibile morire così. Non si può a 20 anni, non si può quando sei Roby che ha la vita negli occhi e nel sorriso. ‘Scrivi le prime tre parole che ti vengono in mente, dai, le scrivo anch’io. Ma come vuoi fare la scrittrice e non ti vengono tre parole?’ Eravamo tanti vero? Eravamo belli, eravamo lì per te, perchè a tutti hai regalato qualcosa. A me tre parole che non mi ricordo nemmeno”.
Sono sicura che non si è mai vista tanta gente ubriaca ad un funerale e sono sicura che non ci avresti voluti vedere in nessun altro modo. A ridere perchè quello stupido giornale aveva scritto che ti piaceva la musica irlandese e la cornamusa, senza nemmeno pensare che su quell’annuario scolastico avevi scritto un sacco di cavolate perchè ti stava sul cazzo l’annuario scolastico e in fondo hai continuato a prenderli tutti in giro anche da lassù.
Insomma ti volevo ricordare oggi e sentirti un po’ vicino. Perchè se solo ti avessi conosciuto un po’ meglio mi sarei innamorata di te pure io!
Ciao Roby
PUNTI… di vista!
Settembre 8, 2008

Non c’è che dire: va bene la politica, gli infervoramenti contro i fascisti, gli uomini, gli scazzi sentimentali e le numerose e vigorose seghe mentali fatte su qualunque pensiero attraversi la mia mente anche per sbaglio… ma parlare di sesso resta comunque la cosa che più mi diverte al mondo! Se poi si ha l’occasione di girare un attimo su internet, (non per forza su siti porno, anche se lì cose comiche ce ne sono a gogò) si trovano delle cose che fanno veramente morire da ridere.
Preciso subito, per evitare equivoci, che parlerò di donne, uomini, punto G, orgasmo vaginale e clitorideo (non capisco come mai questa parola sia sottolineata come errore: è maschilista e misogino pure textedit?), posizioni durante rapporti sessuali, anatomia femminile e maschile, pene di (varie forme e dimensioni) e sensibilità maschile riguardo a tutti questi temi e che OGNI RIFERIMENTO A FATTI O PENI ESISTENTI E’ PURAMENTE CASUALE!!!!!!! ma se qualcuno vorrà prendere come suggerimento quello che scrivo BUON PER LUI e magari anche per me!
Tutto parte casualmente dalla mail del Cacao della Domenica di Jacopo Fo che mi è arrivata stamattina:
“Il punto G e’ un’area cavernosa, che si gonfia se sollecitata, posta a circa 3 centimetri di profondità nella vagina ed e’ sensibile perche’ vi arrivano le terminazioni nervose della clitoride che girano intorno all’osso pubico arrivando dietro di questo. Il piacere e’ dato proprio da queste terminazioni nervose e toccando il punto G, praticando una moderata pressione verso l’osso pubico, si ottiene un intenso piacere, i corpi cavernosi che rivestono quest’area si riempiono di sangue e si gonfiano, e la donna raggiunge un orgasmo molto profondo. Il punto G e la clitoride sono i due centri orgasmici femminili. Questi sono i semplici fatti. Perche’ molta gente non si rende conto di questa realtà anatomica? Perche’ così poche persone hanno sperimentato questo grandioso piacere? La ragione e’ presto detta: innanzitutto una cocente disinformazione. Molti manuali di sessuologia, tra cui alcuni dei piu’ venduti del mondo, negano l’esistenza del punto G e c’e’ da dire che molte donne hanno difficoltà a trovarlo. Ma questo non perche’ siano sprovviste del punto G ma semplicemente perche’ la quantità di piacere che il punto G può produrre dipende dallo stato di tonicità della muscolatura vaginale…”
Quindi il punto G esiste, è un dato di fatto certificato fin dal 1980 dall’Associazione dei Sessuologi Americani ed è stato pure fotografato dal professore Emanuele A. Jannini docente di Sessuologia Medica dell’Università dell’Aquila e gli uomini non hanno più scuse ma forse, al contrario, un motivo in più per essere frustrati se non riescono a far provare uno (o più) orgasmi alle donne! E la cosa straordinaria è che questo dottore non ha fotografato il punto G infilando un troll nella vagina di chi dichiarava di provare un orgasmo vaginale, ma ha semplicemente fatto un’ecografia transvaginale (che non è certo poco comune in ginecologia). A questo punto una domanda è d’obbligo: tutti questi anni di incertezza, speranza o fede in quella che sembrava un’entità mistica o leggendaria, momenti di scoraggiamento e tentazioni di gettare la spugna con rassegnazione e a nessun dottorone era venuto in mente di fare una semplice ecografia?????? Non vorrei essere ripetitiva, ma lo sarò: quando i temi riguardano le donne si va moooolto a rilento (qualcuno cerca addirittura di farci sentire fortunate perchè riconosce l’orgasmo femminile!!!).
Per tornare al Punto G la ricerca ha dimostrato che nelle donne che dichiarano di provare l’orgasmo vaginale è stato riscontrarto un ispessimento della parete tra vagina ed uretra, ma per le altre non tutto è perduto perchè basta un po’ d’impegno e un po’ di ginnastica dei muscoli pubococcigei (contrarre e rilassare, contrarre e rilassare, contrarre e rilassare…) e tutte possono arrivare a toccare il cielo con un dito (senza gioco di parole!!)
“La questione del punto G quindi e’ strettamente collegata all’efficienza della muscolatura pubococcigea. Se una donna ha la muscolatura atrofizzata il punto G non e’ sensibile e quindi non e’ in grado di regalare le meravigliose sensazioni che dovrebbe. Questo spiega perche’ molte donne non hanno la sensibilità del punto G e possono addirittura sperimentare sensazioni sgradevoli se quest’area viene sollecitata. Ma questo fatto non dipende dall’esistenza o meno del punto G ma dalla salute dell’area genitale o dal suo stato di decadimento muscolare e percettivo”
Stimolando questo fantastico punto si forma una piccola massa che sporge e continuando la stimolazione l’utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo intenso che talora si accompagna alla produzione di un altro mito (basta vedere come squirting sia la parola più ricercata in tutti i siti porno): l’eiaculazione femminile. La chiave del successo sembrano essere preliminari prolungati ed una lunga stimolazione manuale e/o orale o un lungo rapporto.
Il fatto che il punto G esista non vuol dire che sia un bottone magico. L’uomo deve sempre saperci fare, e parecchio: in quello che dice, in quello che tocca, in quello che cerca e in quello che penetra, ecc… ecc…!!! Per chi leggendo sta pensando che sono volgare e/o una femminista incazzata tipo mantide religiosa e/o priva di romanticismo o sentimenti e che penso al sesso solo come una cosa meccanica, bhè, CAVOLI SUOI! Non è che voglio stare qui a parlare di me! In realtà penso che (quasi) tutto venga molto naturale se due persone sono in sintonia e quando è così è bello e non servono istruzioni per trovare clitoride o punto G!
Comunque le posizioni che più stimolano il punto G sono (attenzione all’ordine non del tutto casuale!!):
1) lui inginocchiato e lei seduta con le sue gambe intorno alla vita di lei, mentre lui afferra l’anca e la tira mentre la penetra.
2) le posizioni da dietro con lui leggermente sopra di lei.
3) tutte quelle con lei sopra.
Altra domanda che sorge spontanea è quanto contano le dimensioni del pene al fine della stimolazione del punto G o anche della semplice soddisfazione sessuale? Se vi hanno detto che non contano niente vi hanno mentito spudoratamente!!! Che c’entra, non è una cosa così importante come saperlo usare, che rimane la cosa fondamentale, però diciamo che aiuta. Poi per dire una cosa veramente banale: dipende anche dalla persona con cui si fa. Non solo per una questione di amore (secondo me non è indispensabile essere innamorate) quanto per una questione di intimità, di trovarsi a proprio agio e di divertirsi fondamentalmente e anche di stare bene.
Per concludere io sono contraria alla par condicio per cui non mi sento minimamente in dovere di parlare degli uomini per ristabilire una supposta equità, ma mi sento chiamata in causa dall’ultimo argomento e quindi metto pure questo.
C’è anche una zona del corpo dell’uomo poco conosciuta o forse apprezzata. Si tratta del punto L, quello che i cinesi chiamavano (o chiamano tuttora?) “Ponte di Giada”
. Si tratta della zona tra i testicoli e l’ano che se sollecitata durante l’amplesso provoca nei maschi un piacere paragonabile a quello del punto G femminile.
“Questa zona può essere sollecitata dalla donna se essa produce appropriati movimenti vaginali, oppure attraverso un massaggio esterno tra i testicoli e l’ano, oppure con altri sistemi di aspirazione applicati alla punta del pene, perche’ poi da lì tutta l’aspirazione si trasmette fino alla radice del pene attraverso il canalino dell’uretra (però non entriamo in dettagli sennò diventiamo volgari…) e può essere sollecitata attraverso l’ano. Tutti i maschi, anche il piu’ virile degli uomini, hanno un punto circa a tre centimetri di profondità nell’ano nella parete del pube, proprio limitrofa alla radice del pene che se sollecitata si gonfia perche’ e’ una zona erettile (parliamo di una cosa che e’ visibilmente anatomicamente presente, e può provocare l’orgasmo se sollecitata). Non e’ necessario diventare omosessuali per fare questa esperienza, oggi con i sistemi digitali possiamo fare tutto per cui potete restare virili maschi ed eterosessuali e sperimentare comunque questo tipo di gioia orgasmica”.
Mi sa che ho detto tutto…
Lascio alcuni link interessanti o utili:
Per individuare il punto G
Per “il più completo sviluppo del pene” (purtroppo bisogna essere membri e pagare, ma solo a leggere il menù c’è da morire da ridere!!!!).
…E ora vado a fare i miei esercizi!!! Ciaooooo
Giada
Perchè ci si innamora?
Settembre 3, 2008

“Perchè ci si innamora? Nulla di più semplice. Ti innamori perchè sei giovane, perchè stai invecchiando, perchè sei vecchio, perchè la primavera se ne va, perchè comincia l’autunno; perchè hai troppa energia, perchè sei stanco; perchè sei allegro, perchè sei contento; perchè qualcuno ti ama, perchè qualcuno non ti ama…Trovo troppe risposte: forse la domanda non è poi tanto semplice (…)
La prima grande storia d’amore del mondo occidentale Tristano e Isotta, è la storia di una ribellione. Ami per sfidare un marito o una moglie, per sfidare i tuoi genitori, per opposizione agli amici e a un ambiente, per sfidare tutti coloro che ti hanno contrastato in qualche modo. A un tratto neghi la loro importanza, dimentichi addirittura la loro esistenza. Gli innamorati cercano la solitudine, ma la solitudine non è stata data loro, l’hanno afferrata come una sfida. L’amore non avrebbe la sua cupa violenza se non fosse sempre, all’inizio, una specie di vendetta: contro una società chiusa alla quale puoi ad un tratto appartenere; contro un paese straniero nel quale puoi ad un tratto mettere radici; contro una cerchia provinciale alla quale puoi ad un tratto fuggire (…)
L’amore ci coglie sovente di sorpresa. Soltanto quando incontriamo l’uomo, la donna, che soddisfa la nostra aspettativa quell’aspettativa si rivela a noi. Ma già prima però avevamo in noi mascherato o travestito, quel vuoto, quella necessità. Non ti innamori quando sei completamente felice o sulla cresta dell’onda, ma solo quando la vita ha perso il suo sapore. Non ti innamori neppure alla vigilia di un lungo viaggio, ma piuttosto in un ambiente estraneo e soprattutto nel dispiacere di veder finire il viaggio (…)
L’amore non nasce quando la vita colma i tuoi desideri, nè quando ti schiaccia, ma si presenta solo a coloro che, apertamente o in segreto, desiderano un cambiamento. E’ allora che ti aspetti l’amore e ciò che l’amore porta: attraverso un’altra persona, un mondo nuovo ti viene rivelato e donato.
Quali che siano i valori, i simboli, o il ruolo, nessuno desterà il mio amore a meno che io non lo veda essenzialmente come l’Altro. Se si annette a me perde il potere di portarmi in un altro mondo. E’ perciò che dall’invidia nasce così di sovente l’amore. Il solo fatto che un uomo, o una donna ti sfugga può bastare: cominci a proiettare su di lui tutte le qualità che cerchi nell’Altro. Però se si rifiuta con troppa ostinazione allora non ti aspetti più nulla da lui: l’amore abortisce (…)
I masochisti e tutti coloro che hanno scelto la disfatta cadono in un’altra trappola: amano coloro ai quali sono indifferenti. Puoi infatti amare non solo per la gioia di amare o per la gloria di essere amato, ma talvolta anche per la lacerante amarezza di non essere amato.
E qui ritorno al punto di aprtenza. Perchè ci si innamora? Nulla di più complesso: perchè è inverno, perchè è estate; per eccesso di lavoro o per troppo tempo libero; per debolezza, per forza, per bisogno di sicurezza, per amore del pericolo; per disperazione, per speranza; perchè qualcuno non ti ama, perchè qualcuno ti ama…”
Cosa l’amore è e cosa non è, Simone De Beauvoir

