Il genietto maligno…
Luglio 30, 2008
E’ l’unica spiegazione che sono riuscita a darmi fin da quando sono piccola: c’è un genio maligno che condiziona gli eventi della mia vita. Una specie di folletto dispettoso, a volte simpatico e complice ma in genere un gran rompipalle! So che può sembrare un modo per non prendersi la responsabilità dei propri errori o semplicemente di eludere la realtà, ma non può veramente essere altrimenti. Sono circa 20 anni che mi interesso al genere maschile (dal piccolo Dario con gli occhi azzurri
all’ultimo grande sfortunato amore!) e credo che questo genietto sia cresciuto con me facendomi i dispetti. In particolare è molto bravo a scegliere il momento perfetto in cui credo di essere più vicina alla completezza e alla felicità per far crollare tutto come se fosse un bel castello di carte. Sul serio, gli riesce proprio bene. Così tutte le volte che diventavo amica del tipo che mi piaceva lui mi confidava che era innamorato della mia amica, oppure scoprivo qualcosa di orribile, oppure sembrava che tutti gli amici improvvisamente non vedessero l’ora di stare con noi e non riuscivo a rimanere sola con lui nemmeno provando a raprirlo o a chiuderlo in cantina. E il genietto era lì con il suo vestitino viola, le scarpe ed il cappello a punta verde, che rideva, come un bambino, a volte con degli occhietti talmente ingenui che non avevo nemmeno la forza di incazzarmi.
Quando si sveglia da un periodo di letargo riesce ad essere davvero crudele per essere un bambino microscopico, perchè scuote fortemente qualcosa che ormai credevi saldo, ma se poi crolla non è colpa sua ed è questo che alla fine fa pensare che forse è andata meglio così se è bastato un piccolo genio a mettere tutto in crisi. Oppure ci sono dei periodi in cui infila uno scherzetto dietro l’altro, come se non avesse nessun altro da torturare sulla faccia della terra e allora non ne va bene una: un ragazzo sbagliato dietro l’altro, una delusione dopo l’altra. Nessun tipo interessante da conoscere nemmeno per caso, tanto per cercare di ricredersi sugli uomini
, qualcuno a cui nonostante tutto ti sei affezionato che ha improvvisamente tantissime cose da fare e non ha più tempo da dedicarti, decine e decine di persone che ti ripetono che sei speciale, che sei dolce, carina e intelligente, sensibile e profonda, femminile e simpatica… e che non avrai difficoltà a trovare qualcuno che ti ami… Tutto grazie al genio che si diverte a prendermi in giro sull’amore e cerca sempre di togliermi ogni fiducia, ogni sogno, ed ogni speranza su questo sentimento.
Lo so anch’io che sono speciale. Non sono una di quelle che non riescono ad uscire il sabato sera senza tacchi, che si fanno le vacanze in sardegna per conoscere gli animatori e nemmeno si rendono conto di essere di fronte ad uno dei mari più belli del mondo, che cercano l’uomo con i soldi o la bella macchina o con i mocassini! che si lagnano per qualunque cosa e non riescono mai ad adattarsi, che pensano che la poesia siano le frasi dei baci perugina o le canzoni di ligabue. Io vivo più intensamente di così e anche più a fondo. Il mare della Sardegna non l’ho visto ma mi ci sono avvicinata molto dalla Corsica e quello è un posto magico. Il mare è quasi sempre magico ma tra quelle due punte ci sono dei colori, un’intensità che lascia senza parole, ti stringe il cuore al tramonto e credo che abbia più senso parlare con i pesci che con chi ti vuole obbligare a ballare la macarena!!!!
Penso che per le persone speciali ci vogliano parole speciali e non frasi fatte e penso che sia un dovere di chi ha la fortuna di amare trovare un suo modo unico di amare e non essere banale e ripetitivo… Forse sono quella che sono proprio per tutti i problemi che il genio maligno mi ha costretto a superare. Forse mi ha insegnato più cose sull’amore lui che tutti i filmoni che mi sono sempre fatta nella testa. Sono diventata più forte, magari anche autoironica.
Lo so che non è cattivo infondo. E’ come un bambino che cerca attenzione e fa impazzire la mamma. A volte quando mi sente piangere troppo si commuove e si sente un po’ in colpa, allora mi fa venire in mente una battuta o un lieve lato positivo nel dolore, giusto per sdrammatizzare, e mi strappa anche un sorriso. Credo che ce ne siano diversi in giro e che molti ne abbiano uno, solo che magari non lo sanno, sono troppo razionali e con i piedi per terra per pensare che i loro cambiamenti d’uomore, le improvvise sfortune e nervosismi siano opera di un personaggio della loro fantasia! O semplicemente il loro genietto sta ancora dormendo… Il mio non so dove sia ora. Un po’ sonnecchia, ma mi sembra ancora abbastanza comprensivo. Quando sarà più in forma e mi romperà le palle a pieno ritmo leggerete post molto più incazzati di questo!
Giada
Siamo tutti coinvolti
Luglio 20, 2008
CANZONE DEL MAGGIO
“Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.”
Fabrizio De Andrè
Sono passati 7 anni dal giorno in cui in quel pullman di Firenze sono venuta a sapere che a quel maledetto G8 di Genova era stato ucciso un ragazzo di 23 anni. Ed ho pensato che lo sapevo che prima o poi qualcuno dalla parte di quelli che le armi, quelle vere, ce l’avevano avrebbe sparato e sparato per uccidere, perchè fosse d’esempio per tutti. E lo sapevo perchè era tutto il giorno che uscivano notizie, quelle vere, sulle aggressioni ingiustificate e indistinte da parte di forze dell’ordine ormai totalmente confuse e disorganizzate.
Avevo appena compiuto 20 anni e 23 anni mi sembravano tanti, abbastanza per lottare con fermezza per delle idee, per avere delle idee.
Oggi ne ho 26 e quello che era più grande è diventato più piccolo. A 23 anni non si può morire e sarebbe giusto che prima di parlare di qualunque cosa si riflettesse su questo semplice dato di fatto.
Giada
“Spruzzi di coscienza
nel clima angosciante
della guerra.
E meno male che c’è l’Occidente!
“Minchia, signor tenente.”
Bambini spensierati
giocano contenti
e fanno capriole sul cemento.
Fermiamoci un momento ad osservarli,
a capire il loro divertimento:
forse non sanno del giuramento
e neppure delle stelle
e del firmamento.
Hanno solo un sentimento:
ridere, e non pensare al turbamento
delle bombe,
a quegli spari che tanto
male hanno portato.
Ecco che si alza un canto,
chissà se arriva in cielo
sospinto
pian piano
dal vento…
Carlo Giuliani
“Mi è stato detto che avrei dovuto parlare di Carlo.
Un mio vecchio collega di scuola diceva: ‘non chiedete ad una madre di parlarvi dei propri figli: vi dirà sempre che sono meravigliosi’.
Non dovete chiedermi come era mio figlio: era meraviglioso.
(…)
In una società che bada più all’apparenza che alla sostanza, Carlo non badava a quello che si metteva addosso, non voleva abiti nuovi: il pantalone di una tuta, una maglietta, e via. Lavorava un po’ qui un po’ là, giusto per guadagnare il necessario per vivere. Non gli interessava un lavoro stabile. Io non capivo: ‘che cosa vuoi fare della tua vita, figlio?’
Era il suo modo di reagire. Non alla sua famiglia: con noi è sempre stato molto tenero. Ma ad una società opulenta che non condivideva, ad un malessere (questo si globale!) che lo faceva soffrire. Aveva da poco terminato il servizio civile, si era messo a lavorare con un amico: ‘girerò il mondo‘ diceva. Ora siamo noi, i suoi genitori, a girare il mondo per portare la sua testimonianza. La testimonianza di un ragazzo che non voleva stare dalla parte dei privilegiati, di quelli che hanno una casa, un lavoro, una pace. Perchè fino a quando ci saranno popoli che muoiono di sete e di fame, o che perdono le tracce delle proprie origini e della propria cultura, perchè sottomessi dalla cultura dei più forti, dovremo vergognarci anche di avere una casa, un lavoro, una pace.
Mio figlio mi ha dato una grande lezione”
Heidi Gaggio Giuliani
Il Principe Azzurro
Luglio 10, 2008
Pieno di soldi, viziato, arrogante e troppo troppo precisino e presuntuoso, privo di qualunque senso pratico e di ogni capacità di adattamento, romantico fuori luogo e banale, tutto cioccolatini e fiori senza un minimo di contenuto o di spirito critico. Ma chi l’ha detto che le donne vogliono il principe azzurro?! Certo, non posso parlare per quelle che hanno fatto di Sex and the City uno stile di vita (o che avrebbero voluto che lo divenisse), ma sicuramente il fascino dei soldi non è una cosa che mi colpisce o che da sola può rendere un uomo interessante ai miei occhi.
Il principe azzurro poi non è nemmeno così bello: di mezza età, brizzolato… e basta con questa storia che il brizzolato è sexy che detta da ragazze di 20 anni fa venire i brividi (unica eccezione ammissibile: George Clooney!). Certo, il principe di Cenerentola era giovane e bello, ma il personaggio, a mio avviso, non è stato approfondito abbastanza per capire quanto in realtà fosse anche stupido. Il finto belloccio ben vestito e curato fino alla nausea, senza un capello fuori posto e senza più un pelo (ma come cavolo fanno?!), con le camice superstirate e le magliette rosa aderenti, abbronzato anche a dicembre (e che il sole lo prende al mare non ci crede più nessuno), palestrato, che dice “a me la politica non interessa” quando gli chiedono “cosa pensi della guerra?”, non può realmente piacere alle donne, a NESSUNA!!! E sarebbe giusto, per evitare disastrose emulazioni, che le donne lo ammettessero una volta per tutte. E’ solo l’illusione che questo fantomatico principe sia pieno di soldi che può portare alcune ad esprimere timidi giudizi positivi. L’illusione che un uomo con i soldi possa offrire una vita migliore. Magari lo può fare, a livello pratico, per il resto però credo che poi le corna con un uomo vero diventino quasi indispensabili!
Bisogna sfatare anche l’altro mito che per conquistare le donne bisogna trattarle male. Alle donne NON piacciono gli stronzi (a parte quelle con una spiccata propensione al masochismo o al martirio) e la maggior parte delle volte li mandano molto velocemente a fanculo! Forse qualcuno si stupirà ma esistono le vie di mezzo e sopratutto esiste l’unicità di ogni singola persona, diversa (grazie a dio) da qualunque altra. Basterebbe che gli uomini fossero più se stessi con le donne, nell’esprimere le emozioni, nell’ammettere quando queste non corrispondono a sentimenti e soprattutto ci vorrebbe molta più sincerità in ambito sessuale perchè, sembra strano, ma anche le donne hanno gli ormoni e certi discorsi non sono poi così lontani dai nostri fantastici mondi di purezza e maternità.
E’ inutile cercare di rispondere alle nostre idealizzazioni che non vorremmo mai si realizzassero! Ci piace pensare di essere al centro del mondo per un uomo, ma in realtà non è questo che vogliamo perchè l’uomo che ci conquista è quello che ha la sua vita e tante cose da raccontare, quello a cui si può dare solo quel qualcosa in più di cui fino a quel momento non riusciva nemmeno a sentire la mancanza e di cui però ora non può più fare a meno. Se appena incontrate diventassimo subito le regine della vita di qualcuno significherebbe che quella vita fino a quel momento è stata vuota e che non ha molto da dire.
Poi come si fa a sapere cosa vogliamo se non conosciamo tutta la molteplicità degli esseri umani? Tutti gli aspetti che ci piacciono magari messi insieme in una persona possono renderla molto lontana da un principe. Oppure potremmo incontrare qualcuno molto meglio di come lo avevamo sognato. La perfezione non è eccitante. Essere salvate può colpirci una volta, quando un nuovo incontro può davvero significare una svolta (SIMBOLICA) per la nostra vita, ma sono altre le cose di cui abbiamo bisogno ogni giorno, cose che questi principi mezze calze non sanno darci.
Non sanno farci sognare i principi attualmente in circolazione.
Preatty Woman non è una favola moderna e Richard Gere (Edward Lewis) è uno stronzo. Va a puttane e le sfrutta pure per fare bella figura e poi sembra generoso perchè strapieno di soldi le compra qualche vestito e la porta all’opera? Oppure sembra buono perchè è così magnanimo da non rovinare l’azienda di un uomo anziano per quell’unica volta nella sua vita? Dove sono i lati positivi di questo personaggio triste e maschilista? Questi eroi, fintamente attuali, sono inventati dagli uomini che credono di sapere quello che le donne vogliono e sono talmente presuntuosi da pensare di sapere quello che le donne sognano addirittura. E invece basterebbe solo ascoltarci.
L’ideale più romantico in assoluto è quello di Romeo ma questo personaggio è molto di più di quel giovane imbambolato davanti ad un balcone che dice frasi improbabili alla ragazza di cui si è innamorato. Romeo è vivo, è pazzo d’amore, è tenero ed è terribilmente imperfetto. Non è un principe azzurro anche se, ahimè, è ricco (ma visto che è ricca pure lei in questo caso la condizione si annulla): va in giro a fare casino con gli amici, si imbuca alle feste dove non è invitato e non corteggia Giulietta come chiunque altro farebbe, evitando di toccarla con il pretesto del “rispetto”. Lui la travolge con la sua umanità, le prende la mano, la sente, la bacia. E non è perfetto perchè è una testa calda e fa un sacco di casini. E non salva Giulietta. E’ lei che salva lui. Anche se salvarsi, nel senso di scoprire e vivere l’amore, è una cosa che li porta a morire. Tutti avrebbero potuto innamorarsi di Giulietta, ma Giulietta può amare solo Romeo.
E i nostri Romeo invece, che si credono grandi principi, sono solo dei pallide imitazioni dell’originale.
Io amo le persone vere, non costruite, quelle imperfette e umane, con cui ti puoi capire, con cui puoi condividere, con cui puoi piangere, ridere, soffrire e toccare il paradiso.
ESEMPI DI PRINCIPI IMPERFETTI
- Ethan Hawke: in Prima dell’alba è un ragazzo che sa parlare di sé senza essere egocentrico e megalomane, dolce, bellissimo, un po’ fragile e innamorato; e in Giovani Carini e Disoccupati perchè è incasinato, pessimista, cinico, intelligente.
- Robert Downie Jr.: Larry di Ally McBeal perchè fa ridere, sa cantare e suonare il piano, perchè ha paura, perchè sa far sentire speciale la persona che ha accanto.
- Ewan McGregor: (che amo molto spesso) in Big Fish, perchè sa raccontare storie e sa inventarle per le persone che ama.
- Jude Low: (sempre adorabile a dire la verità) in L’amore non va in vacanza perchè è la sorpresa più bella che ci si può aspettare quando ti sembra che vada tutto male.
- Johnny Whitworth: A. J. di Empire Records perchè è ingenuo, dolce, introverso.
- Zach Braff: in La mia vita a Garden State perchè deve essere salvato e può riuscire a far star bene qualcuno quasi inconsapevolmente.
- Leonard Whiting: in Romeo e Giulietta. Ve lo devo anche spiegare perchè?

…
non ci illudiamo troppo, come lui non esistono!!!!!!!!
Giada

