Bastonati e condannati, c’è qualcosa che non torna…
Gennaio 30, 2008

Il 13 maggio del 1999 mentre nei Balcani c’è la guerra e l’Italia bombarda la Serbia, a Firenze c’è uno sciopero dei sindacati di base. Arrivati davanti all’ambasciata americana i manifestanti vengono caricati dalle forze dell’ordine, che nei pressi di questo edificio sono sempre particolarmente ligie al dovere e suscettibili. Morale della favola chi era lì per esprimere la sua contrarietà alla guerra non solo viene bastonato, ma a 9 anni di distanza viene pure condannato a 7 anni di carcere per resistenza a pubblico ufficiale, perchè doveva prendersi le manganellate zitto e buono.
Sono stanca del modo in cui la realtà viene sempre stravolta, a partire ancora una volta dai giornali che chiamano chi si oppone alla guerra NO GLOBAL e non PACIFISTA, come se fosse una posizione estremista e negativa per non dire terroristica l’opporsi alla guerra. Mi sembra che a volte si confonda l’idea del bene e del male, al di là di quelli che sono i comportamenti individuali. Da quando sono nata mi hanno sempre insegnato che la guerra è male. Ora non so se è stato fatto revisionismo storico anche su questo, ma fino a che andavo a scuola io si diceva che bisogna aiutare chi è meno fortunato di noi, che si deve fare qualcosa per i bambini che muoiono di fame, che bisogna essere tolleranti, che siamo tutti uguali, che bisogna trattare bene la terra, non gettare le carte in terra, non sprecare l’acqua… Chi oggi dice queste cose per l’opinione comune (manipolata dai media malati) è un ANARCO-INSURREZIONALISTA. Penso che se qualche giornalista andasse ad intervistare un qualunque bambino di seconda elementare scoprirebbe che le scuole elementari italiane sono piene di SOVVERSIVI!!!!
Poi non riesco a capire, ormai è chiaro che ci sono alcune schegge impazzite tra le forze dell’ordine che pensano di essere le camice nere e ci godono a picchiare a sangue chi non si può difendere. Genova l’abbiamo vista tutti. Ci sono centinaia di ore di filmati in cui la celere massacra indiscriminatamente giovani, meno giovani, donne, uomini, un ragazzino di 16 anni, medici, giornalisti (e un po’ gli stava bene!), cattolici, ecc… nei cortei ma anche a sedere, completamente inoffensivi. Poi ci sono tipo 10 minuti di black block che spaccano una vetrina, una macchina, tirano qualche sasso alla polizia e suonano un tamburello sventolando bandiere nere. E per i media italiani è parcondicio mettere le due cose sullo stesso piano! I 10 minuti di violenza di 15 “manifestanti” e le ORE e giorni (se si considera pure la macelleria messicana Diaz e Bolzaneto) di violenza delle forze dell’ordine, tutte insieme!!! Hanno ammazzato un ragazzo di 21 anni. Ammazzano nelle carceri, per la strada, alle piazzole di sosta dell’autogrill sparando tipo far west da 15 metri di distanza con il rischio di colpire chiunque.
E nonostante questo i cattivi sono sempre quelli che si battono per la pace, per far rispettare i diritti di tutti, per opporre resistenza al fascismo, per salvare il pianeta, per salvare gli animali, senza che mai questo venga messo in dubbio. Senza che si dica che se queste persone rischiano le botte o il carcere, non lo fanno perchè qualcuno li paga, non lo fanno per se stessi, non lo fanno perchè si divertono a “fare casino”, come qualche qualunquista continua a pensare, ma perchè credono che sia un dovere impegnarsi per cambiare le cose, perchè credono in quello che fanno. Ma nessuno li sta ad ascoltare, perchè sono solo confusi casinisti o forse si ha paura di quello che vogliono dire perchè ci fa fatica pensare con la nostra testa e perchè potrebbero avere ragione. E’ molto strano tutto questo. Io nel 1999 non ero ancora a Firenze non lo so cosa è successo, ma so che 7 anni di carcere a 13 persone che manifestano per la pace mi sembra una sentenza vergognosa. Però si grida allo scandalo solo quando gli interessati sono i potenti. A Cuffaro hanno dato solo 5 anni per favoreggiamento!!!!!!!!!! E ci credo che ha festeggiato con i cannoli!!!! Gli dovevano dare l’ergastolo con il 41 bis solo per aver detto a suo tempo che Giovanni Falcone era un giudice corrotto che stava rovinando la Sicilia infangando la classe dirigente democristiana! Questa è l’Italia. Bisognerebbe che ogni giorno dell’anno fosse una giornata della memoria per qualcosa, perchè noi ci scordiamo tutto, sempre troppo presto.
Giada
La memoria
Gennaio 23, 2008

E’ uno strano momento. Da una parte tra due giorni si celebra la Giornata della Memoria, dall’altra ad oggi 350 mila Palestinesi sono stati costretti a lasciare la Striscia di Gaza per cercare cibo, benzina e altri generi di prima necessità in Egitto. Un vero e proprio esodo, riconosciuto anche dall’Onu, perchè la stretta di Israele sui Palestinesi è diventata drammatica.
Alcuni miliziani durante la notte hanno fatto saltare in aria con la dinamite un lungo tratto del muro di confine con l’Egitto. I buchi poi sono stati allargati ed il terreno spianato per permettere di far passare più facilmente anche le auto. Tutto questo perchè i Palestinesi sono chiusi da mesi nella Striscia di Gaza, senza alcuna possibilità di uscire, isolati dal blocco militare israeliano (mi ricorda qualcosa questo) imposto come ritorsione contro i lanci di razzi compiuti da alcuni gruppi estremisti. Prima i prezzi dei generi alimentari sono aumentati a dismisura poi sono finite tutte le provviste. Famiglie intere si dirigono ora verso Rafah e el-Arish, in fuga dalle violenze e dall’assedio israeliano. Alcune portano con loro tutto ciò che hanno senza alcuna intenzione di tornare indietro (anche questa mi pare di averla già sentita). Le persone si muovono in macchina, ma anche su carretti, asini o a piedi.
I poliziotti egiziani schierati al confine non intervengono, non riuscirebbero nemmeno a intervenire probabilmente, ma il presidente egiziano Mubarak ha dato l’ordine di lasciare passare i Palestinesi “che subiscono una carestia a causa del blocco israeliano”. Israele non accetterà nessun provvedimento di sicurezza varato dall’Onu e non sospenderà il blocco mantenendo la Striscia di Gaza chiusa probabilmente in modo permanente, anzi fa sapere all’Egitto che è compito suo trovare una soluzione alla situazione che si è venuta nel suo confine. Ma c’è una cosa che preoccupa Israele, ed è il passaggio di armi dal Sinai a Gaza che finora avveniva clandestinamente ed adesso è reso più comodo dalla zona franca che si è venuta a creare. Se i Palestinesi riusciranno a far passare le armi, avranno tutte le ragioni di farlo, a questo punto, perchè hanno tolto loro tutto, anche il cibo. Noi abbiamo avuto i nostri partigiani che si sono battuti contro il fascismo e contro l’occupazione, sono i nostri eroi. Ed è giusto che i Palestinesi abbiano i loro. Perchè non si può chiedere loro di scomparire, non si possono cacciare dalla loro terra, non si può tentare di sterminarli, perchè quel giorno che sarà il 27 Gennaio ci ricorderà che è sbagliato ed è sbagliato per tutti. Chi è che deve ricordare? Cosa vuol dire “fare in modo che certe tragedie non avvengano più”? Io ci provo ad essere imparziale e lo so che non si dovrebbe mescolare l’Olocausto con quello che sta succedendo oggi, ma non mi sento di commemorare niente. Cerchiamo di tenere viva la memoria di una tragedia che è successa, mentre se ne sta compiendo un’altra che forse saremmo ancora in tempo a fermare.
Quello che so sulle deportazioni e sui campi di sterminio io so che non lo scorderò mai. So che mi ricapiterà di leggere “Se questo è un uomo” e il “Canto di Ulisse” mi farà ancora piangere come la prima volta (“…Quando mi apparve una montagna, bruna Per la distanza, e parvemi alta tanto Che mai veduta non ne avevo alcuna”. Sì, sì, “alta tanto”, non “molto alta”, proposizione consecutiva. E le montagne, quando si vedono di lontano… le montagne… oh Pikolo, Pikolo, di’ qualcosa, parla, non lasciarmi pensare alle mie montagne, che comparivano nel bruno della sera quando tornavo in treno da Milano a Torino! Basta, bisogna proseguire, queste sono cose che si pensano ma non si dicono. Pikolo attende e mi guarda…Primo Levi). So che non mi scorderò mai quello che ho visto a Dachau. Ma tutto questo non mi impedisce di pensare che oggi c’è qualcosa che non va, un punto in cui la logica si è spezzata, un punto in cui la vittima è diventata carnefice, che niente vuole togliere alla gravità che ha quello che è successo prima. E il fatto che io quel giorno non voglia ricordare non vuol dire che dimenticherò, vuol dire che OGGI per me è più urgente ricordare un’altra cosa e cioè i PRINCIPI che hanno fatto nascere questa giornata e che non sono esclusiva di un unico popolo.
Giada
Senza cuore, ma con la pelliccia
Gennaio 20, 2008

Ed ecco che come ogni anno l’inverno scopre la parte peggiore delle persone. Non parlo dello schizofrenico consumismo natalizio ormai passato, se dio vuole, ma della crudele moda di indossare cadaveri di poveri animali per coprirsi, nemmeno vivessimo in Siberia. Si sa, la moda è la moda. Come resistere alla tentazione di quei sobrissimi soprabiti fatti dei corpi di centinaia di piccoli animaletti? Sono così morbidi e così chic! Il sito stile.it il 20 settembre 2007 fa un “sagace”articolo sulla moda autunno/inverno 2008:
“Pelliccia o non pelliccia? Il solito dilemma! Odiata dagli animalisti e amata dalle fashion victim, fatto è, che anche per questo inverno è parte integrante del guardaroba… ma solo con qualche dettaglio. Ci risiamo. Come ogni autunno/inverno che si rispetti, spunta la solita polemica sul capo maggiormente odiato/amato, il capo della discordia, appunto, quello che provoca invettive da parte degli animalisti ma che ha con sé un gran numero di ammiratrici. Donne, anche quest’anno il vostro guardaroba sarà accessoriato da una pelliccia… sempre se lo vogliate, sempre se non preferiate quelle ecologiche, sempre se non ‘soffrite’ di sensi di colpa verso gli animali che, inevitabilmente, saranno ‘denudati’ in nome della vanità femminile”.
Ma quanta simpatia in questo articolo! Quanto sono noiose e decisamente out le solite polemiche! Quante risate a pensare alle signore glamour che proprio quest’anno si erano ripromesse di fare del bene al mondo e invece sono costrette ancora una volta ad abbandonare le loro buone intenzioni, per quegli irresistibili accessori di pelliccia così eleganti! Credo che le giornaliste di moda siano le donne più stupide e superficiali del mondo. “Denudati”, non ci posso credere che ha usato questa parola! Io a questo punto non so se posso scrivere la lista di insulti che mi vengono in mente a proposito di questa persona…Denudati?! Tante volte la signora fashion non lo sapesse, questi animali vengono torturati e uccisi. Ma non è bello forse scrivere di come, per non rovinare la loro pelliccia, vengono usate camere a gas, scosse elettriche o rottura delle ossa cervicali. Gli animali vengono spesso storditi con colpi alla testa, ma molti rimangono vivi.
- I visoni vengono uccisi con il biossido di carbonio dentro camere a gas. I piccoli corrono in tondo cercando disperatamente di tenere la loro testa alta sopra il livello del gas.
- Le volpi vengono uccise con l’elettrocuzione: due elettrodi metallici che danno loro una scossa di circa 200 volt e che provoca atroci sofferenze.
- Ma l’ultima lussuosissima moda è la pelliccia di agnello Karakul. Si tratta di agnelli che hanno solo poche settimane di vita, a volte non sono nemmeno nati e vengo strappati dalla madre con un aborto forzato. Tutto questo perchè il pelo di feti o di agnelli neonati è particolarmente lucido e la sua arricciatura così graziosa sul corpo di quelle donne di merda.
Secondo “Fur Trade Today”nel 2006 sono stati uccisi 44,6 milioni di visoni, 7 milioni di volpi, 350 milioni di conigli, 3 milioni di procioni, 350 mila foche, ma ci sono anche ermellini, zibellini, scoiattoli, lontre, castori, cani e gatti tutti uccisi esclusivamente per la produzione di pelli. Per confezionare una pelliccia di visone sono necessari almeno 54 animali, per una di volpe 24, per gli ermellini si arriva fino a 200 esemplari. E tutto per soddisfare la vanità di uomini e donne che tanto resteranno sempre orribili qualunque cosa indossino.
Ci sono circa 23 allevamenti di animali in Italia. Ogni anno si stima che vengano prodotte 200 mila pelli di visone. Le condizioni di vita degli animali nelle gabbie sono terribili: soffrono in un modo incredibile, impazziscono e si automutilano. Ci sono persone in tutto il mondo che ogni anno liberano alcuni di questi animali dalle loro prigioni, anche se non serve a molto. Vengono chiamati TERRORISTI. E io sinceramente mi chiedo chi siano i veri terroristi. Se fare questo è un male, un peccato, un reato, se chi salva la vita ad animali torturati e seviziati, è un terrorista, allora a questo mondo ci vorrebbero MOLTI più terroristi, sicuramente di più di stupide donnine alla moda.
La volpe che vedete sopra non l’ho presa a caso su internet ma l’ho conosciuta al parco di Marina di Alberese. Si avvicina spesso quando vede le persone, anche perchè i milanesi stupidi, che ancora non hanno capito che non si deve dare il nostro cibo agli animali selvatici, le tirano da mangiare. Mi chiedo perchè non se ne stanno a casa loro se non sanno rispettare le regole del parco. Ma c’è sempre la speranza che mentre qualcuno le tira l’ennesimo pezzo di pane e allunga la manina per toccare la sua bella pelliccia, la volpe gli stacchi con un morso almeno due dita! Comunque è bellissima!
Vi lascio alcuni link utili:
Giada
Ascanio Celestini: Pancotti Maurizio, un bambino di 9 anni all’inizio del terzo millennio
Gennaio 18, 2008

Tema:
Prospettive per un bambino di 9 anni all’inizio del terzo millennio
Svolgimento:
Io sono un bambino di 9 anni e vivo all’inizio del terzo millennio. Mi chiamo Pancotti Maurizio e tutti in classe mi dicono che sono deficiente. Me lo dicono perchè sono ciccione, è per questo che me lo dicono. Me lo dice pure Robertino Casoria che è amico mio. Lui dice che me lo dice perchè se non me lo dice fa pure lui la figura del deficiente. Mi dice “io penso che tu sei solo ciccione, no pure deficiente”. Io da grande non voglio più essere ciccione. Ma diventerò mai grande signora maestra? Gli scienziati a Nairobi hanno detto che tra 50 anni finisce il mondo. Ma che millennio è un millennio che dopo 50 anni è già finito? E’ come un anno scolastico che dura solo una settimana, come l’ora di geografia che finisce dopo un minuto. Io adesso c’ho 9 anni, signora maestra, significa che quando finisce il mondo non sarò manco andato in pensione. Se è vero che tra mezzo secolo finisce il mondo si potrebbe festeggiare, come si fa con gli anniversari degli avvenimenti passati. Tanto la fine del mondo non è un avvenimento che si potrà festeggiare dopo che è successo. Non festeggeremo mica il 50esimo anniversario dalla fine del mondo perchè il mondo sarà già finito da 50 anni e noi saremo mangime per marziani, signora maestra.
Così mi immagino che per il 50esimo prima della fine del mondo ci siano grandi festeggiamenti. Mi immagino che perfino dio in persona scende sulla terra per l’evento e allestisce una prova generale del giudizio universale. Come si fa per le simulazioni dei terremoti nelle scuole che tutti fanno finta che sta tremando la scuola per il sisma e si fa l’evacuazione senza panico. E poi purtroppo, signora maestra, la scuola nostra non casca mai. Invece la prova generale del giudizio universale si fa perchè tra 50 anni finisce il mondo davvero. Insomma signora maestra io mi immagino che quel giorno dio fa tornare sulla terra tutti i morti di tutti i tempi per fare la prova generale. E non solo quelli che hanno vissuto per davvero, veramente eh, ma pure personaggi di fantasia come Paperinick o il mostro di Lochness. E per strada è pieno di gente vera e finta, viva e morta. Come per esempio i 7 re di roma che giocano a calcetto contro i 7 nani. In attesa che arriva dio per la prova generale del giudizio universale i padroni delle religioni mondiali si incontrano perchè sicuramente la maggior parte di loro perderà il lavoro. Per esempio se c’hanno ragione i cristiani, signora maestra, mussulmani, ebrei ecc che fine faranno? E se c’hanno ragione gli ebrei che ne sarà del cristianesimo e dell’islam? E se per caso il dio che sta arrivando è proprio Allah, che ne sarà di tutti gli altri? E se invece ci stanno gli dei della Grecia, Manitù, Buddah? Signora maestra, Buddah mi sta simpatico perchè è ciccione e nessuno lo chiama deficiente come fanno con me.
Per strada i predicatori, perchè ci stanno pure i predicatori, i predicatori dicono che dio non sarà mica secco secco come Gesù Cristo tutto pelle e ossa, no, dicono che questo sarà un dio potente oltre che onnipotente, robusto come un camionista. Non entrerà in città col somaro, c’avrà la monovolume e non si accontenterà di camminare sull’acqua, lui c’andrà a parcheggiare la macchina. Questo dirannno i predicatori nel giorno della prova generale del giudizio universale, signora maestra. Ma finalmente signora maestra, finalmente in serata arriva dio in persona davanti ai padroni di tutte le religioni. Finalmente si svela il mistero e dio signora maestra, e dio non è quella specie di superman che dicono i predicatori, no. 1° dio non è né bianco né americano, dio è di origine mediorientale e gli islamici sono contenti. 2° però dio arriva mangiando un panino col prosciutto e gli islamici non so più tanto contenti, e adesso, signora maestra, i contenti sono i cristiani. 3 però dio è anche donna e nemmeno i cristiani sono più tanto contenti. Adesso tra i cristiani l’unico contento è Milingo, anche perchè dio è arabo, donna e pure negra, sposata, divorziata, con una squadra di figli tutti illegittimi. 4 però attualmente dio donna convive con un’altra donna e adesso non è più tanto contento nemmeno Milingo. E infine, signora maestra, pare che dio sia pure atea. I padroni di tutte le religioni gli dicono “dio, dio tu sei fuori legge per qualsiasi tipo di fede”. “Però non ho vizi – dice dio – fumo solo una canna ogni tanto”. E i padroni delle religioni gli fanno “ma dì un po’, t’ha visto qualcuno arrivare?” “credo di no” – fa lei, cioè dio, “e per i prossimi 50 anni, cioè fino al giudizio universale, quello vero, non ti farai più vedere?” E dio, cioè lei “no, non ci penso per niente”. “Meglio così” fanno i padroni delle religioni.
Signora maestra fuori sta facendo scuro e terminata la prova del giudizio universale i morti se ne tornano nelle tombe. Invece i vivi si infilano a casa di corsa. E’ domenica, siamo in tempo per il posticipo di serie A che eccezionalmente in questo anniversario importante è trasmessa a reti unificate. A metà del primo anno già nessuno parla più di dio e della fine del mondo che ci sarà tra 50 anni. Signora maestra, io sono un bambino di 9 anni all’inizio del terzo millennio, mi chiamo Pancotti Maurizio e tutti in classe mi dicono che sono deficiente. Me lo dice pure Robertino Casoria che è amico mio. Mi dice “ti dico che sei deficiente solo per non fa’ brutta figura davanti a tutti, ma io penso che non sei deficiente, penso che sei solamente ciccione”. Quindi quando siamo insieme non mi chiama deficiente, mi chiama solamente ciccione. Signora maestra Robertino Casoria è il mio migliore amico, anche lui è un bambino di 9 anni all’inizio di questo terzo millennio che durerà solo 50 anni. Anche Robertino Casoria morirà senza andare in pensione.
Ascanio Celestini
Le coincidenze, la bellezza e la poesia…
Gennaio 18, 2008
Le coincidenze sono la cosa più dolce che c’è nella vita. I momenti più belli vissuti hanno sempre a che vedere con almeno un paio di cose che come per incanto si sono trovate a combaciare perfettamente. Lo stesso avvenimento preciso che si ripete sembra sempre un segno del destino e forse in qualche modo lo è. Ma non del destino che viene scritto da un dio o da qualcun’altro, ma di quello che ci scriviamo noi, nella nostra mente, nei nostri ricordi. Se mi guardo indietro ci sono delle “storie” della mia vita che hanno un disegno preciso, senza sbavature, un percorso così lineare e chiaro che sembra quasi che le cose non sarebbero potute andare diversamente.
Forse sono troppo abituata a ragionare secondo la logica dei film o dei romanzi dove tutto ha un senso e niente succede per caso. Ad esempio nei film ogni inquadratura ha il suo perchè. Ogni volta che il nostro sguardo viene accompagnato in una qualche direzione c’è un motivo ben preciso: se viene inquadrato un oggetto o un’azione in particolare è perchè dovrà spiegare qualcosa che succederà più avanti, se viene inquadrata una persona è perchè le sue parole o i suoi gesti hanno una particolare rilevanza in quel momento. E così è facile orientarsi. E io uso gli stessi schemi anche nella vita perchè sennò sarebbe impossibile capire, o darsi una spiegazione di quello che succede. C’è chi non se la dà mai e preferisce lamentarsi. Io detesto profondamente le persone che sbuffano, specie quando lo fanno così per abitudine. Non so se ci avete mai fatto caso ma quando sei tranquillo e sereno e accanto hai una persona che sbuffa per dei problemi insignificanti è davvero irritante. Dà come l’impressione che la vita sia inutile e senza senso.
Se accettassimo che le cose succedono solo per caso sarebbe tutto confuso. Invece quel “caso” deve avere un perchè e se non c’è vale sempre la pena cercarlo almeno! Non solo perchè è divertente e sviluppa il senso dell’autoironia che ci vuole sempre per saper sdrammatizzare, ma perchè diamo un senso alla nostra vita in questo modo. Non è un metodo infallibile, io lo sto collaudando ma ha ancora diverse lacune. Per esempio a volte mi perdo totalmente in questa rete di cause e conseguenze e perdo il senso della realtà (anche se credo che pure questo sia un buon antidoto per non impazzire!) e finisco così come Amelie Poulain, chiusa nella mia cameretta colorata a pensare agli altri senza accorgermi che mi sto chiudendo in me stessa. Un altro aspetto negativo della logica da film è che ci si crede eroi invincibili, sicuri di avere sempre ragione, anche quando diciamo di aver sbagliato! D’altra parte se il film è mio, lo saprò io com’è la sceneggiatura, o no?! Ne consegue la notevole difficoltà a farsi dare consigli dagli altri e ad accettare le critiche (se ho ragione perchè mi dovrebbero criticare!). Insomma è un circolo vizioso, però pieno di fantasia! E in qualche modo mi dà sicurezza, come se tutto fosse prevedibile. E questo mi piace tanto. Infatti credo che il posto perfetto per me sia un’isola: una parte di terra che può essere più o meno grande, ma che comunque è finita e circoscritta. Senza bisogno di aggiungere poi, che è delimitata dal mare, la cosa più bella che esista al mondo.
E se non si vedono le coincidenze si toglie la poesia alla vita.
“La nostra vita quotidiana è bombardata di coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una co-incidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano: Tomas appare nel ristorante proprio mentre la radio suona Beethoven. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata. Se al tavolo del ristorante al posto di Tomas si fosse seduto il macellaio dell’angolo, Tereza non avrebbe notato che la radio suonava Beethoven(…) L’amore nascente ha acceso in lei il senso della bellezza, e quella musica lei non la dimenticherà mai più. Ogni volta che la sentirà sarà commossa. Tutto ciò che accadrà intorno a lei in quell’istante, apparirà nell’alone di quella musica e sarà bello(…) Questa composizione simmetrica, nella quale un identico motivo appare all’inizio e alla fine, può sembrarvi molto “romanzesca”. Si, sono d’accordo, ma a condizione che la parola “romanzesca” non la intendiate come “inventata”, “artificiale”, “diversa dalla vita”. Perchè proprio in questo modo sono costruite le vite umane.
Sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi ad iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone come fa il compositore con i temi della sua sonata(…) L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.
Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione de bellezza”.
“L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Milan Kundera.
Lo capite perchè io adoro quest’uomo?!
Giada
Paradise now, di Hany Abu-Assad
Gennaio 13, 2008
Credere nel Paradiso è l’unico modo per sopravvivere, per sopportare o per lottare? Sono cose talmente lontane da noi che non riusciremo mai a SENTIRE. Perchè è facile applicare la nostra impeccabile idea di bene e male, di buoni o cattivi, parlare di stati, di nazioni, di politica e di terra. Chiedere scusa, tracciare confini, spostare persone come pedine, costruire ancora muri…Le ultime 48 ore di Said e Khaled, due ragazzi Di Nablus, terroristi palestinesi, chiamati a morire per la “missione santa”, durano circa 1 ora e 20. 80 minuti della vita di due giovani amici molto diversi, che non sono degli esaltati e non sono eroi, sono persone. Senza giudizi e senza retorica, senza lacrime e senza sangue, perchè basta immaginarlo.
Queste sono due parti del film:
- Che vi succede, perchè lo fate Khaled?
- Non c’è uguaglianza in questa vita, allora vuol dire che saremo uguali a loro nella morte.
- Se sei davvero disposto a morire per ottenere l’uguaglianza, mi domando perchè non trovi una maniera per raggiungerla da vivo per esempio.
- E come? Con la tua organizzazione per i diritti dell’uomo?
- Certo, perchè no? Almeno così non fornisco agli israeliani l’alibi per continuare ad ucciderci come cani.
- Povera Suha come sei ingenua… Non c’è libertà senza lotta, l’unico mezzo è il sacrificio. Finché c’è ingiustizia bisogna sacrificarsi.
- Questo lo chiami sacrificio? È vendetta non lo capisci? Se uccidi ti comporti esattamente come loro, così non esiste differenza tra la vittima e il carnefice.
- La differenza è che non abbiamo gli stessi loro mezzi per lottare, se ce li avessimo, sta tranquilla, che non ci sarebbe bisogno del sacrificio di nessuno.
- Ma tu dimentichi, Khaled, che il loro esercito è molto più forte, non puoi farci niente e tu non sarai mai forte come loro.
- Può darsi, allora saremo uguali a loro nella morte. A noi soltanto spetta il Paradiso.
- Il Paradiso non esiste sta soltanto nella tua testa Khaled!
- Che dio ti perdoni, che dio ti perdoni.
- Comunque è sempre meglio avere il Paradiso nella testa che continuare a vivere in mezzo a quest’inferno. E poi siamo già morti, si sceglie di morire solo per sfuggire al peggio.
- Che cosa succederà a noi, a noi che restiamo? Che conseguenze ci saranno? Dove ci porteranno queste operazioni? Tu non vuoi capire che quello che stai per fare ci distruggerà e darà ad Israele un ennesimo pretesto per continuare.
- Ah perchè senza un pretesto Israele si fermerà?
- Magari, è possibile. Potremmo farcela se questa diventasse una lotta morale.
Said: Sono nato in un campo profughi. Mi hanno permesso di allontanarmi soltanto una volta quando avevo 6 anni perchè dovevo subire un intervento chirurgico. La vita qui è una prigione, eterna. I crimini dell’occupazione non si contano più ormai ma il crimine peggiore è sfruttare i deboli e farne dei collaborazionisti distruggendo la resistenza e le famiglie e la moralità della gente. Mio padre è stato ucciso, io allora avevo 10 anni. Era un brav’uomo ma debole, di questo l’occupazione è responsabile. Devono capire che se reclutano dei collaborazionisti e sfruttano la loro debolezza devono anche pagarne il prezzo. La vita senza dignità è nulla, specie se te lo ricordano giorno dopo giorno umiliandoti e insultandoti. E il mondo guarda con vigliaccheria senza reagire così quando sei solo a dovere affrontare l’ingiustizia devi trovare una via per fermarla. Devono arrivare a capire che la nostra sicurezza è anche la loro sicurezza. La forza sulla quale contano non gli servirà a niente. Ho tentato di fargli arrivare questo messaggio ma non ho trovato altri mezzi per farlo. Il peggio è che hanno convinto il mondo e si sono persuasi anche loro di essere delle vittime. Com’è possibile che siano oppressori e vittime. Se loro recitano il ruolo del carnefice e della vittima io non ho altra scelta che essere una vittima e un assassino per reazione. Non so quale sarà la tua decisione ma io non ci torno al campo.
Il paradosso della deterrenza dice che si può dissuadere un nemico solo minacciandolo apertamente di una ritorsione, che però si sa di non voler compiere, perchè sarebbe insensata e autodistruttiva, non si sarà in grado di volere davvero compiere una ritorsione, perchè si sa di non poterla mettere in pratica.
E se questi paesi fossero riusciti a raggiungere un accordo sul disarmo. Possiamo anche immaginare che siano Israele e la Palestina. Se questo patto fosse troppo facilmente eludibile e ognuna delle due parti potesse segretamente mantenere le sue armi, cosa succederebbe?
- Se Israele rompesse il patto e la Palestina disarmasse, la Palestina sarebbe alla mercé di Israele.
- Se la Palestina rompesse il patto e Israele disarmasse, Israele sarebbe alla mercé della Palestina.
- Se entrambe rompessero il patto ci sarebbe la guerra.
- Se entrambe disarmassero ci sarebbe la pace.
Qual è la scelta più razionale da fare? Quale di queste scelte porta il vantaggio maggiore? E quale invece porta la situazione più disastrosa? E soprattutto, arrivati a questo punto, cosa si intende per vantaggio maggiore, la pace o la vendetta?Non si chiede mai ai filosofi di risolvere questi problemi. Si chiede invece ai generali.
Giada
ps: Mi rendo conto che questa è una situazione assolutamente non realistica. Uno di questi paesi non possiede nemmeno un esercito e l’altro è una delle potenze militari più forti del mondo. E’ assurdo metterle sullo stesso piano e parlare di disarmo. Ma da un punto di vista puramente speculativo questo problema filosofico ha un suo significato e anche molto esplicativo.
MORATORIA CONTRO LA MASTURBAZIONE
Gennaio 10, 2008
L’aborto è un omicidio, l’embrione ha gli stessi (forse anche più) diritti della donna perchè scienziati cattolici ultra all’avanguardia dotati di strumenti sensibilissimi e supertecnologici hanno assicurato che in esso è già presente la vita umana a tutti gli effetti. Ma io andrei anche oltre, già che ci siamo, tanto per anticipare la prossima cazz…iniziativa del penitente di turno a cui non basta più nemmeno il ritorno in voga del cilicio, perchè il masochismo dà sempre un godimento maggiore se accompagnato da un sano sadismo. Quanto passerà prima che qualche devoto nel pieno compimento dell’atto impuro e peccaminoso per eccellenza, si accorga che quel liquido del demonio da lui inspiegabilmente fuoriuscito nel momento del massimo e COLPEVOLE piacere, contiene, ahimé, la vita e che se suo padre quel giorno di tanti anni fa avesse avuto a disposizione internet e you porn lui stesso sarebbe sicuramente finito su una scrivania, o su un fazzoletto di carta, o dentro un cesso, o dio solo sa dove, senza avere la possibilità di venire mai al mondo?!?!?! Anche se noi tutti rimpiangiamo che questo non sia avvenuto, questa è un’ingiustizia che nessuno nel 2008 può più sopportare. Ed è per questo che al più presto, prima al mondo e orgogliosa della sua lungimiranza, l’Italia presenterà all’ONU la Moratoria contro la Masturbazione, che secondo il nostro paese e il Vaticano è un problema di gran lunga più grave ed urgente della pena di morte e della salvagurdia del pianeta.Quel fior fior di medici e ricercatori cattolici, che si rifiutano di fare il proprio dovere e non prescrivono la pillola del giorno dopo, che si inventano testi sulla pericolosità della pillola abortiva RU486, che costringono le donne a sopportare la legge 40 per la procreazione assistita dannosa per la salute delle donne (perchè non vanno bene né le donne che vogliono avere figli né quelle che non li vogliono e viene da chiedersi perchè questo accanimento contro il genere femminile), pendono dalle labbra del papa che probabilmente ritengono un uomo di scienza molto più affidabile di stupidi manuali di medicina, biologia, fisica ecc…Bagnasco dice che la legge 194 sull’aborto va “aggiornata”, si perchè la chiesa, come è noto a tutti, è sempre una precorritrice dei tempi. Quell’insieme di menti progressiste e illuminate ha capito che Galileo Galilei aveva ragione il 31 ottobre 1992. Un bambino all’età di 10 anni è già in grado di capire come la terra giri intorno al sole, alla chiesa ci sono voluti circa 359 anni! E noi vogliamo fidarci di questi uomini di scienza e affidare a loro la nostra salute fisica? Per non parlare di quando esortano i popoli dell’Africa afflitti dalla piaga dell’AIDS a non usare il preservativo. La chiesa dovrebbe aiutare le persone a vivere meglio e non complicare o rovinare per sempre le loro vite.Il 12 Febbraio 1975 l’Espresso in accordo con la Lega 13 Maggio, cominciò la raccolta firme per chiedere l’abrogazione degli articoli del codice penale italiano che punivano i delitti contro l’integrità e la santità della stirpe. Dalle pagine del famoso settimanale Livio Zanetti motiva l’iniziativa con spiegazioni che fino a 20 giorni fa ci potevano sembrare banali e scontate:
- La legge è incostituzionale, concepita e imposta dai legislatori di Mussolini in appoggio ad uno stato razzista
- L’aborto è una scelta drammatica, ma è necessario che sia libera perchè le donne italiane hanno il diritto di scegliere secondo coscienza e senza imposizioni il proprio destino e quello dei loro figli, affinché si crei una società in cui le nascite siano veramente felici, i bambini veramente desiderati e le donne pienamente responsabili.
Giada